BARI – Auto cariche di immondizia che fanno la spola da un quartiere all’altro, liti condominiali, dubbi sul come smaltire correttamente i rifiuti, preoccupazioni legate a quel pesce che dopo tre giorni sta impuzzolendo tutta la casa. Dal 19 giugno a Santo Spirito non si parla d’altro: il rione a nord di Bari è stato infatti il primo a essere investito dalla “famigerata” raccolta differenziata porta a porta. (Vedi foto galleria)
Una svolta epocale per le abitudini dei baresi, che ora dovranno buttare i propri scarti in appositi bidoncini distribuiti dal Comune, stando attenti a separare la carta dalla plastica e l’organico dall’indifferenziato: rifiuti che saranno poi smaltiti a orari e giorni prefissati.
Insomma dalla completa “anarchia” a cui da sempre i cittadini erano abituati, si passa a un sistema che prevede cura, attenzione, ordine e rispetto delle regole. Una rivoluzione che in molti stanno vivendo con ansia, anche per il timore di incorrere in pesanti sanzioni, secondo quanto prevede la relativa ordinanza comunale.
Tra problemi e soluzioni, ecco le quattro situazioni-tipo in cui è facile imbattersi al tempo della raccolta differenziata.
I rifiuti “itineranti” – Differenziare stanca? Si pensa con nostalgia a quando bastava mettere tutto in grandi bustoni per poi buttare tutto nei cassonetti per strada? Niente paura, un metodo per aggirare le regole c’è: basta caricare la propria auto di immondizia e raggiungere il quartiere più vicino, quello in cui lo smaltimento si fa ancora con il metodo “old style”.
Una volta in loco, si individua un qualsiasi cassonetto e si conferisce lì tutto ciò che si era caricato nel portabagagli. Attenzione però, il pericolo è dietro l’angolo e le guardie municipali potrebbero essere pronte a infliggervi una sanzione di 50 euro. Lo sanno bene i sei “contrabbandieri dei rifiuti” che sono stati colti in flagrante mentre smaltivano i propri scarti nel rione di Palese, lì dove la nuova raccolta non è ancora partita.
Le guerre condominiali – Per i condomini con oltre 9 unità abitative la raccolta si fa attraverso i “carrellati”, cioè bidoni più grandi in cui stoccare i rifiuti delle singole famiglie. Di solito sono posti all’interno di spazi comuni come cortili o parcheggi e vengono portati per strada il giorno in cui è previsto l’arrivo dei camion dell’Amiu.
Inchiesta
Liti, dubbi, multe e quel pesce che puzza: Bari al tempo della raccolta differenziata
Il primo tra i condomini che va a gettare la propria immondizia è tenuto a tirar fuori il carrellato del giorno. Ma tra chi non lo vuole fare perché non è igienico e quello che ha la sciatica e i reumatismi, il rischio è quello che a “sporcarsi le mani” siano sempre gli stessi.
Una soluzione esiste ed è quella di affidare a ditte esterne il compito del trasporto dei bidoni, ma c’è anche chi non è d’accordo nel pagare una quota mensile per questo servigio. Insomma, un motivo in più per scannarsi durante le riunioni condominiali.
Per di più, se qualcuno sbaglia a differenziare mettendo ad esempio la plastica nella carta, la multa non è semplicemente inflitta a colui che si è macchiato di questo “crimine”, ma viene spalmata su tutti i condòmini. E’ facile pensare che la raccolta differenziata porterà a vere e proprie guerre all’interno delle palazzine baresi.
Il vasetto dove lo metto? – Che poi mica è così difficile sbagliare. Malgrado il Comune abbia fornito una guida su cosa conferire e dove, la confusione è ancora tanta. Ad esempio dove vanno gettati i piatti e i bicchieri di plastica? Di regola nel contenitore della plastica. Il che è giusto, ma solo dopo averli lavati e separati dagli scarti organici.
E gli scontrini? Sono di carta ma non vanno nella carta. E anche i fazzoletti se sono troppo colorati o sporchi diventano rifiuto da organico. Nel dubbio comunque basta gettare tutto nel bidone "amico" dell’indifferenziato, quello senza regole e che accoglie tutto senza farsi troppi problemi.
Organico – Sullo smaltimento dei rifiuti organici i cittadini sono tutti d’accordo: sembrano troppo pochi i due giorni a settimana previsti per questo genere di raccolta. Soprattutto d’estate tenersi in casa gli scarti alimentari può diventare seriamente puzzolente. E anche porli fuori al balcone non è il massimo, visto che si potrebbe essere assaltati da mosche e insetti affamati. E quindi qual è la soluzione?
«Ho chiesto a mio fratello di Milano, città dove da anni esiste la raccolta differenziata, come fanno loro quando mangiano il pesce – scrive Giovanni su Facebook -. Mi ha risposto che ormai si sono organizzati bene: basta consumarlo la sera prima del ritiro».
(Vedi galleria fotografica)
