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Orientarsi nel mondo della giustizia: a Bari c'θ lo Sportello del cittadino, ma nessuno si affaccia
Inchiesta

Orientarsi nel mondo della giustizia: a Bari c'θ lo Sportello del cittadino, ma nessuno si affaccia

di  Giovedì 5 marzo 2026 4 min Letto 6.345 volte
BARI – Cittadini che vagano tra i corridoi alla ricerca dell’ufficio giusto che possa dare loro l’informazione che cercano. È una scena ricorrente nei Palazzi di Giustizia italiani e quello di Bari non fa eccezione. Eppure una soluzione almeno parziale a questo senso di smarrimento ci sarebbe: si chiama “Sportello del Cittadino” ed è attivo nel Tribunale del capoluogo pugliese dal settembre scorso.

Istituito dall’Ordine degli Avvocati di Bari seguendo i dettami della legge professionale forense (247/2012) ha lo scopo di fornire gratuitamente consigli su come muoversi nel complesso mondo della giustizia.

Ad esempio rivolgendosi allo sportello è possibile venire a conoscenza di tutti gli strumenti offerti dalla giustizia in alternativa alle cause, dei requisiti per accedere all’assistenza legale a carico dello Stato, di quali sono i costi e i tempi di un procedimento, di come cercare un avvocato e dei tariffari dei legali.

Tutto molto bello, se non fosse che finora lo sportello ha faticato a farsi conoscere. Poche le richieste pervenute e alcune di quelle arrivate provengono da cittadini ai quali non pare chiara la vera finalità dell’iniziativa: credono di trovare assistenza legale e non un semplice ma valido orientamento. Sintomo probabilmente del fatto che le modalità operative, gli scopi e forse l’esistenza stessa dello sportello non sono stati pubblicizzati e spiegati a sufficienza.

Lo sportello si trova al sesto piano del Tribunale di Bari, lì dove hanno sede gli uffici dell’Ordine degli Avvocati. Su una porta bianca notiamo una piccola locandina con il logo del servizio in questione che invita ad entrare in una stanza. Accediamo quindi a un ambiente con alcune scrivanie, dove però non troviamo nessuno. Il personale dell’attigua segreteria ci assicura che in genere l’ufficio è occupato da una loro collega, sottolineando comunque che raramente ha visto qualcuno bussare allo sportello.  

Ma perché il servizio non sta funzionando come si sperava? «La risposta è semplice: non è ancora conosciuto», ci rispondono Eugenia Acquafredda e Paola Perchinunno, avvocati componenti del gruppo di lavoro che gestisce lo sportello. 

«Si tratta di un servizio di nuova istituzione  che è stato poco promosso – affermano le due legali –. Non solo, spesso viene fraintesa la sua finalità: c’è chi immagina di ricevere gratuitamente assistenza legale, mentre lo sportello nasce per fornire informazioni e orientamento».

Insomma, non aver presentato in modo capillare il servizio e non averne illustrato bene gli obiettivi ha limitato il numero di cittadini a conoscenza dei suoi fini e delle sue potenzialità.

Come rimediare? «Con l’impegno di tutti stiamo lavorando a risolvere le criticità – assicura Acquafredda –. Innanzitutto agendo sulla comunicazione: si provvederà ad esempio a fare affiggere più locandine esplicative, soprattutto vicino agli uffici davanti ai quali i cittadini si rivolgono erroneamente per ricevere informazioni».

Un servizio di questo genere sarebbe infatti molto utile. Ogni giorno in Tribunale si formano code di persone alla ricerca di indicazioni su processi, ricorsi, iter procedurali e documenti da presentare. Ma quasi sempre finiscono per rivolgersi agli uffici di cancelleria, il cui lavoro non è quello di dare le dritte che cercano.

«Così i cittadini vanno in confusione e magari avviano cause giudiziarie anche quando non è necessario, andando a ingolfare il già macchinoso sistema della giustizia - chiarisce Perchinunno -. Lo sportello vuole invece aiutare il cittadino a muoversi nel modo corretto, snellendo al contempo la mole di lavoro di uffici e magistrati».

Un inizio con più ombre che luci quindi, che contrasta con quanto sta avvenendo in altri Comuni della provincia. Un servizio simile è infatti attivo o in fase di avvio anche in otto centri della provincia: Adelfia, Bitonto, Cassano, Molfetta, Monopoli, Noicattaro, Putignano e Terlizzi. Si chiama Ufficio di Prossimità, nasce da un bando regionale ed è frutto della cooperazione tra Regione Puglia, Tribunale di Bari e amministrazioni cittadine.

A differenza di quello barese gli sportelli di paese sembrano però funzionare. È il caso ad esempio di Noicattaro, dove il servizio è stato ospitato in Comune. «Abbiamo registrato già più di 30 contatti, tra fisici e telefonici – ci spiegano le due referenti –: non pochi in relazione alla popolazione di un Comune di 25mila abitanti. Chi è venuto da noi ha preso consapevolezza di come muoversi nel sistema-giustizia. Spesso poi ha scelto di affidarsi a un avvocato, ma qui ha compreso quali fossero i suoi diritti e opportunità».

A Putignano sono invece i Servizi Sociali a ricevere chi si rivolge all’Ufficio di Prossimità. «Lentamente si sta iniziando a comprendere il suo scopo – dice la responsabile Enza Lanzieri -. Diamo consigli, ma anche un supporto concreto, trasmettendo al Tribunale documenti o spiegando come presentare un’istanza, evitando quindi che il cittadino vada fino a Bari solo per chiedere informazioni».  
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I commenti (1)
GIOVANNI
CHE COMMENTO FARE, C'E' SOLO DA PIANGERE, METTONO SU QUESTI UFFICICI PER IL PUBBLICO E HO NON RISPONDONO, O SONO PERENNEMENTE OCCUPATI, IL CHE FA PENSARE CHE CI PRENDONO PER IL CULO!!