Letto: 26291 volte | Inserita: 16/04/2013 | Visitatore: alessandra

Sembrerebbe assurdo ma la risposta è sì. Dorsalgie, lombalgie e sciatalgie sono sintomi di una patologia comune anche a chi non pratica sport a livello professionistico: l'ernia del disco lombosacrale. Il disco intervertebrale è posto tra una vertebra e l'altra della colonna vertebrale. E’ costituito da una parte esterna circolare, detta "anello fibroso", e da una parte interna, di consistenza molle, costituita per il 90% di acqua, detta "nucleo polposo". La sua funzione è di armonizzare e distribuire le forze che sollecitano la colonna, sia in compressione, sia in rotazione, sia in flesso estensione. Se tali sollecitazioni sono troppo intense, oppure il disco è degenerato, può accadere che l'anello esterno fibroso si "sfianchi", deformandosi sotto la spinta del nucleo polposo, (ernia contenuta, o protrusione), o si rompa, facendo fuoriuscire il nucleo polposo, (ernia espulsa). La protrusione e l’erniazione del disco, il più delle volte, sono di origine idiopatica, ossia senza un reale causa scatenante; spesso, invece sono secondarie a sforzi eccessivi o a movimenti sbagliati. E’ frequente nei fumatori, nei soggetti in sovrappeso e in chi utilizza, per molto tempo, mezzi motorizzati. Il riposo assoluto a letto per lunghi periodi non giova, anzi spesso accentua la sintomatologia dolorosa. Antinfiammatori e antidolorifici servono nella fase acuta ma il trattamento prevede manovre, manipolazioni e mobilizzazioni, per ridurre la pressione sulla radice del nervo. Nello specifico la ginnastica posturale, eseguita e consigliata da fisioterapisti esperti, rafforzando la muscolatura spinale, è un rimedio efficace per ridurre il dolore. Se i sintomi non spariscono, o sono frequenti le recidive, non rimane che l’intervento chirurgico e le infiltrazioni con ozono. La prevenzione delle recidive si avvale dell’attività motoria per il mantenimento di un tono muscolare che garantisca alla colonna un sostegno adeguato. No a esercizi che comportino carichi per la schiena, si a quelli che permettano il rafforzamento di addominali e paravertebrali, i muscoli che sostengono la zona lombare. Il nuoto è la disciplina sportiva più adatta per questo tipo di problemi perché impegna, in maniera simmetrica, tutta la muscolatura. Ci sono poi attività che servono a rafforzare alcune parti in modo mirato: è il caso, per esempio, della cyclette che rafforza i quadricipiti femorali, i muscoli della coscia. Sono controindicati invece gli sport che, come il tennis, il golf, il motocross, la pallavolo, il sollevamento pesi: sollecitano in modo asimmetrico la colonna vertebrale. La palestra, infine, può essere utile per programmi, esercizi di streching e di decontrazione vertebrale, mirati al rafforzamento/allungamento della muscolatura specifica. Il consiglio è di astenersi dal “fai da te”. Nuove figure professionali come i laureati in scienze motorie o in fisiochinesiterapia, sapranno approntare e personalizzare i programmi di esercizio fisico, vere prescrizioni terapeutiche, per il trattamento dell’ernia o della protrusione discale.

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RICCARDO GUGLIELMI – Medico cardiologo sportivo Specialista in malattie dell’apparato cardiovascolare e cardioangiochirurgia, è stato Direttore della Cardiologia Ospedaliera “Luigi Colonna” del Policlinico di Bari e docente di cardiologia presso la Scuola di specializzazione in medicina dello Sport dell’Università di Bari.

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