IL MEDICO SPORTIVO

Il calciatore Antonio Cassano, dopo l'intervento al cuore θ ritornato a giocare. Un semplice sportivo affetto dalla stessa patologia avrebbe potuto ritornare ad allenarsi e magari gareggiare come θ avvenuto per Cassano? Oppure Antonio ha avuto "cure speciali"?

Domanda di claudio 19/10/2012 Letto 21.740 volte
Cassano θ ritornato a giocare perchι il suo problema al cuore, la persistenza del forame ovale pervio (PFO), non pregiudicava la concessione dell’idoneitΰ allo sport, anche agonistico. E’ bastato chiudere il piccolissimo forellino tra l’atrio sinistro e l’atrio destro del cuore, per permettere ad Antonio (dopo sei mesi di terapia antiaggregante) di riprendere gli allenamenti e la competizione. In definitiva il riscontro occasionale di PFO, in tutte le persone, non deve pregiudicare l’idoneitΰ allo sport, soprattutto se non ci sono forme cliniche PFO correlate. L’attivitΰ sportiva potrΰ essere concessa dopo l’esecuzione di ecg da sforzo al cicloergometro e monitoraggio elettrocardiografico per 24 ore, meglio coincidente con una seduta di allenamento. Nei rari casi di riscontro occasionale il messaggio da dare agli atleti ed ai lori genitori, se minorenni, deve essere di assoluta tranquillitΰ. Credo che il non concedere l’idoneitΰ, al contrario creerebbe non pochi problemi di natura psicologica specie nel bambino. L’unica controindicazione, anche negli asintomatici, sono le attivitΰ subacquee per il rischio di embolia paradossa. Niente cure speciali o viaggi della speranza. A Bari esistono le professionalitΰ e le competenze tecniche e scientifiche per diagnosticare, trattare e risolvere questa problematica. Un forame piccolo non dovrΰ generare una paura grande.
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