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''Non buttarlo nel lavandino'': l'olio ha la sua raccolta differenziata
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''Non buttarlo nel lavandino'': l'olio ha la sua raccolta differenziata

di  Lunedì 10 giugno 2013 2 min Letto 7.798 volte
BARI - La nuova frontiera del riciclo passa dalla Puglia. Da qualche tempo infatti in una decina di comuni pugliesi è partita la raccolta differenziata dell’olio vegetale esausto. Dopo aver cucinato e fritto ai cittadini viene chiesto di non buttare l’olio nel lavandino, ma di recuperarlo come avviene con carta, plastica e vetro. L’obiettivo: ridurre l’inquinamento e ridimensionare gli sprechi.

A occuparsi della raccolta è la società barese Soloil. La sperimentazione è partita circa un anno fa a Molfetta e poi si è allargata a Grumo Appula, Cassano delle Murge, Triggiano e ai comuni salentini di Diso, Supersano e Castro. Nella prima metà di febbraio è arrivata a Bisceglie e all’inizio della scorsa settimana a Palo del Colle. La prossima tappa sarà nel tarantino, a Massafra.

«La risposta dei cittadini è stata da subito positiva – dicono alla Soloil –. Determinante per noi è posizionare i raccoglitori di olio usato nei posti giusti. Ad esempio a Bisceglie ne abbiamo messi molti sul lungomare, la zona che si popola maggiormente in estate». La diffusione dei raccoglitori è capillare: nella cittadina della Bat (per esempio ne sono presenti 22 per una popolazione di circa 55 mila abitanti (vedi foto galleria).

Posizionati in genere vicino agli altri cassonetti della raccolta differenziata, i raccoglitori di olio esausto si trovano solitamente nei punti nevralgici della città. Si tratta di contenitori a colonna, verdi, con un’apertura nella parte superiore, all’interno della quale i cittadini possono inserire le bottiglie di plastica utilizzate per raccogliere l’olio usato e raffreddato.

“Se butti l’olio nel lavandino, inquini il mare e il tuo giardino” è il motto della Soloil. L’olio usato in cucina infatti (sia esso d’oliva, di arachidi, di girasole o di semi vari), danneggia le tubature domestiche e la rete fognaria. Giungendo nelle falde acquifere e nei terreni, impedisce alle piante una corretta nutrizione e ossigenazione.

Con la raccolta differenziata invece si punta a rigenerare l’olio per produrre lubrificanti minerali, combustibili per le centrali di energie alternative, biodiesel e carburanti biodegradabili. L’olio è “l’oro verde” di Puglia: è prezioso e non va mai buttato.
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