Notizie
Bari, l'antica Masseria Borracci risorge dalle sue macerie: diverrΰ sede dei sommelier pugliesi
Storie

Bari, l'antica Masseria Borracci risorge dalle sue macerie: diverrΰ sede dei sommelier pugliesi

di  Venerdì 8 novembre 2024 4 min Letto 8.364 volte
foto di Fabio Voglioso
BARI – Casa rurale, ristorante, discopub e ora sede di un’organizzazione dedita alla valorizzazione del vino. Masseria Borracci, antico e abbandonato edificio seicentesco di Bari, è pronta a risorgere dalle sue macerie cambiando nuovamente la sua destinazione d’uso. È stata scelta infatti dall’Ais (Associazione Italiana Sommelier) Puglia per tenere tirocini enogastronomici destinati a persone con disabilità e bisogni educativi speciali.

L’immobile si trova alla fine della statale 100, poco prima della rotonda che permette l’ingresso a Bari città. Per secoli dedita ad agricoltura e pastorizia, negli anni 70 si trasformò nella rinomata sala ricevimenti “La Ruota”, un luogo dove essere possibile cenare ma anche organizzare comunioni e matrimoni. Quel nome le fu dato per la presenza, sulla sua facciata, di una grande ruota di in legno appartenente a un’antico carro.

All’inizio degli anni 90 il ristorante chiuse ma la Borracci divenne sede di “Casa Manãna”, un discopub che tra i primi in città propose serate con musica latino americana e cene con piatti che rimandavano all’America Latina. Ad animare i “party” c’era sempre il cantante e compositore pugliese Antonio da Costa, che nel 1996 produsse anche un brano chiamato, appunto, “Casa Manãna”.

Il locale chiuse però i battenti a inizio del nuovo millennio e da allora sulla Masseria calò il silenzio.

I tanti baresi che percorrono la statale 100 hanno visto così, giorno dopo giorno, la struttura andare sempre più in rovina. La parte più nuova della struttura fu anche abbattuta per realizzare la rotonda di via Amendola. Tanto che in città ci si era ormai rassegnati all’idea di assistere all’abbattimento dell’edificio in favore della costruzione di nuovi palazzi, così come avvenuto per tanti fabbricati storici (vedi la vicina Villa Tilde). E invece in questo caso, sorprendentemente, si è deciso per la salvaguardia di questo pezzo di Bari antica.

Il percorso non è stato facile. L’immobile, entrato a far parte del patrimonio del Comune nel 2008, non è infatti riuscito subito a trovare una nuova destinazione d’uso. Anche l’idea di farne un centro per l’assistenza di pazienti con patologie degenerative neurologiche era rimasto solo sulla carta. Fino a quando nel 2019 l’Ais ha presentato un progetto di totale riqualificazione dell’immobile e dell’area verde circostante, ai fini di trasformare l’edificio nella sede dell’associazione di promozione sociale “Io valgo – Ais senzabarriere Aps”.

«A maggio del 2024 la giunta ha detto sì alla nostra richiesta: ci ha dato in gestione l'immobile che ristruttureremo a nostre spese - spiega Raffaele Massa, delegato Ais Bari e vicepresidente Ais Puglia -. E così assolte le ultime pratiche burocratiche potremo procedere presto alla riqualificazione dell’edificio, che diverrà il luogo d’incontro per i tirocinanti dei corsi di “Il sommelier astemio”. Quest’ultimo è un percorso didattico dedicato a giovani con bisogni educativi speciali che permette loro di imparare a “raccontare” il vino attraverso la vista e l’olfatto».

Non è un caso che per l’iniziativa sia stata scelta la Borracci. «È posto che offre tutto ciò che cercavamo - sottolinea Massa -: ampi spazi interni e un giardino dove creare la vigna e l’orto sensoriale. Al piano terra verranno poste l’enoteca e la cucina dove i ragazzi potranno fare pratica con l’enogastronomia. Al primo piano invece ci sarà la foresteria con tre camere per accogliere gli studenti che verranno da fuori regione».

Certo, ci sarà da fare un bel lavoro. Oggi l’edificio appare come un rudere, il cui degrado è simboleggiato da una finestrella divelta e penzolante, sospesa in equilibrio tra un soffio di vento e l’altro. (Vedi foto galleria)

La sua importante storia è però ancora evidente. Si tratta infatti di un edificio del XVII secolo rimaneggiato e ampliato nell’800. Dotato di un locale sotterraneo, si innalza su due piani e presenta due nuclei ben distinti: uno più antico con tanto di caditoia tipica dei casini agricoli seicenteschi, l’altro più “recente”. Non tutti gli ingressi sono murati: alcuni varchi aperti permettono infatti di scrutare al suo interno, rivelando stanze con soffitti a volta dove alcuni writers hanno dato libero sfogo alla loro “creatività”.

Nel cortile la vegetazione spontanea ha preso ormai il sopravvento, attraverso però un cancello verde è possibile accedere a un'area incolta lì dove sopravvivono un alto abete e un rigoglioso fico. «Qui sorgerà l’area didattica - sottolinea il delegato Ais -: prevede aule di formazione a “cielo aperto” con tanto di serra, vigna e orto sensoriale con erbe aromatiche. Non mancheranno nemmeno gli ulivi, per produrre l’olio che utilizzeremo in cucina. Insomma questa grande e bella zona verde verrà valorizzata, così come merita».

(Vedi galleria fotografica)

Nel video (di Gaia Agnelli), la nostra visita alla Masseria Borracci:



 
Condividi Facebook WhatsApp Telegram Copiato!
Scritto da