BARI – Dopo decenni di abbandono sta per rinascere l’imponente palazzo rosso che si affaccia su via Oberdan a ridosso dei binari della Sud-Est. L’edificio barese, che ha il suo accesso in via Beltrani, è infatti interessato da qualche giorno da importanti lavori di restauro. Nato come alloggio per i dipendenti della ferrovia all’inizio del 900, l’immobile tornerà presto al “servizio” dei treni ospitando uffici amministrativi e la caserma della Polfer, la Polizia ferroviaria. (Vedi foto galleria)
Il massiccio palazzo è visibile come detto da via Oberdan, all’incrocio con via Amendola e via Mola. Percorrendo quest’ultima strada e svoltando subito a destra si entra nella brevissima e chiusa via Beltrani, lì dove si trova l’ingresso del fabbricato adesso serrato dalle inferriate del cantiere in corso.
L’edificio, dall’ampia e rossa facciata scrostata, si innalza su cinque livelli scanditi da una lunga serie di finestre parallele (molte delle quali divelte), divise da due fasce bianche verticali che corrono lungo tutto il prospetto. Seppur del 900 appare ancora legato a uno stile ottocentesco, non presentando particolari elementi decorativi di rilievo. Soltanto a ridosso del terrazzo si evidenziano alcuni decori plastici sul cornicione modanato con mensole scanalate.
Colpisce però la curiosa forma trapezoidale che si adatta all’andamento curvilineo degli adiacenti binari della ferrovia, sui quali l’immobile si affaccia.
«L’edificio fu infatti costruito nei primi decenni del 900 proprio come complesso di abitazioni per i ferrovieri – ci spiega l’architetto Simone De Bartolo -. È possibile che sia stato realizzato su progetto di Benso Borgognoni, ingegnere delle Ferrovie dello Stato e autore del palazzo della Direzione Compartimentale su Corso Italia, oppure dell’architetto barese Mauro Amoruso Manzari».
Inchiesta
Bari, rinasce il palazzo rosso di via Beltrani: diventerΰ caserma della Polizia ferroviaria
Dopo decenni di onorato servizio il palazzo a un certo punto venne però dismesso, rimanendo così abbandonato per diverso tempo, sino a essere occupato, tra il 2009 e il 2012, da senzatetto e famiglie di migranti. Sgomberato dalle forze dell’ordine l’8 marzo del 2012 per motivi igienico-sanitari, ripiombò quindi nell’inutilizzo, “ben” inserito nel contesto decadente di cui fa parte.
Il fabbricato sorge in effetti in una zona di Bari un po’ trascurata, nonostante la presenza di eleganti, seppur nascosti, edifici liberty quali quelli presenti in via Tunisi. Su via Oberdan continua infatti a regnare il degrado, tra botteghe abbandonate, locali murati e palazzine al limite della vivibilità.
Uno scenario che però dovrebbe presto cambiare grazie ai lavori della variante "collo d'oca" del nodo ferroviario, che trasformeranno completamente questa zona della città. E così anche il palazzo di via Beltrani potrà risorgere, continuando a dominare con la sua mole l’extramurale di Bari.
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