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Frati e suore senza soldi che viaggiano con l'autostop: «Evangelizziamo chi guida»
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Frati e suore senza soldi che viaggiano con l'autostop: «Evangelizziamo chi guida»

di  Mercoledì 31 maggio 2017 3 min Letto 14.334 volte
“Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né tuniche”. E’ quanto scritto nel Vangelo di Luca: parole che sono state prese alla lettera dai  “Piccoli frati e piccole suore di Gesù e di Maria”, una comunità religiosa che senza un euro in tasca e senza mai toccare soldi, gira il mondo in autostop nella speranza di "evangelizzare" chi dà loro un passaggio.

Fondata nel 1999 a Ispica, in provincia di Ragusa, è oggi presente anche a Noto, Olbia e Cremona. Conta attualmente 33 membri, di cui 14 frati e 19 suore: tra queste la 33enne “sorella” calabrese Veronica Maria, che ci ha parlato della comunità.

«Il nostro gruppo – esordisce Veronica – è nato ad opera di frate Volantino Verde, un ex ateo amante dell’alta velocità, della vita spericolata e dei soldi. Prima di salire in moto e sfrecciare a quasi 300 chilometri all’ora, diceva: “Signore, se ci sei proteggimi, se non ci sei ho perso un minuto di tempo”. Poi un giorno, grazie a un enorme “favore” ricevuto da Dio, ha iniziato la sua conversione che lo ha portato a fondare questa comunità basata in primis sul voto di ferrea povertà».

La drastica decisione di non sfiorare né possedere denaro fu voluta dal frate fondatore perché vista come il miglior modo per adempiere alle parole del Vangelo, esattamente come fece, più di 900 anni fa, San Francesco d’Assisi. La comunità è però basata non solo sulla povertà radicale, ma anche sull’azione itinerante per le strade, attraverso la quale cerca di evangelizzare le persone con cui entra in contatto.

«La questione di viaggiare in autostop – afferma con sincerità Suor Veronica – non è dettata esclusivamente dall’essere senza soldi, ma è un modo per parlare faccia a faccia con chi ci offre il passaggio. Abbiamo evangelizzato tantissima gente in questo modo».

La nostra interlocutrice ci racconta un episodio. «Una volta Fra Volantino si trovava in Messico assieme a un altro frate e una sorella – ci dice -. Da Cancún dovevano arrivare a Città del Messico fino al santuario di Nostra Signore di Guadalupe, percorrendo più di 1500 chilometri. Un uomo alla guida di un vecchio furgoncino diede loro il passaggio. Costui era contro la Chiesa cattolica, ma lungo il tragitto Fra Volantino e i suoi compagni di viaggio gli parlarono con pazienza e umiltà. Risultato: l’uomo promise di sposare la sua convivente in chiesa e di far battezzare finalmente i suoi figli».

Attenzione però: l’opera di “pubblicizzazione” del Vangelo non è praticata solo “on the road”, ma anche su internet e sui social network, dove questi frati e suore sono molto presenti. «La nostra missione è portare la parola di Cristo in tutto il mondo – conferma la “sorella” – e per farlo ci avvaliamo anche di questo nuovo “continente digitale” frequentato da tanti giovani».

Ma come fanno a vivere i membri del gruppo? Intanto dormono in luoghi concessi dalle varie diocesi, come ex conventi abbandonati, dove vivono praticamente in clausura e osservando la rigida separazione tra frati e suore.  «Esiste però un luogo comune denominato “cenacolo” – sottolinea la religiosa - nel quale possiamo riunirci una volta a settimana per condividere le preghiere, i pasti e le esperienze spirituali».

Per quanto riguarda il cibo, di solito viene loro donato. «Chiediamo per “amore di Gesù” quello che ci necessita – illustra Veronica - . E spesso non abbiamo neanche il bisogno di andare in giro, perché davanti alla porta del convento troviamo buste di spesa o altri beni che persone di buon cuore vengono a portarci spontaneamente».

Qui il sito internet dei “piccoli frati e piccole suore di Gesù e di Maria”
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I commenti (1)
daniela
Non siamo nel medioevo e essere completamente senza soldi mi pare impossibile. Chi paga le spese e le bollette dei loro conventi? Non mi convincono.