CELLINO SAN MARCO - Una laurea, due fratelli e molti amici: Mariangela (nella foto), 29enne di Cellino San Marco, in provincia di Brindisi, fino a poco tempo fa viveva una normalissima vita fatta di studio, lavori saltuari, spensieratezza e tanto mare, ma 5 mesi fa ha preso una decisione radicale: entrare in convento per diventare suora. Una scelta non certo consueta, in un mondo giovanile fatto di facebook, selfie e tanto (almeno apparente) divertimento. Abbiamo deciso così di intervistarla, per saperne di più su questo delicato “passaggio”.
Perché una ragazza decide di entrare in convento?
Una risposta al “perché” non c’è. O meglio io non la conosco: è Lui che chiama. Posso solo dire di essere cresciuta in una famiglia cattolica e praticante che mi ha trasmesso determinati valori di vita. A 14 anni ho iniziato a frequentare l’Azione Cattolica, dove nel tempo ho svolto ruoli quali l’educatrice per i più piccoli e la responsabile parrocchiale. Lunghi anni di lavoro, ma a un certo punto a Dio tutto ciò non bastava più. Pian piano m’ha fatto capire che quella esperienza per me doveva finire: servivo altrove.
Una volta ascoltata la “chiamata” qual è stato il primo passo?
L’ho detto ai miei genitori che hanno da subito sostenuto la mia scelta, perché se sono felice io lo sono anche loro. E poi grazie a padre Mino, prete somasco della mia parrocchia e del mio paese, mi sono unita alle Missionarie Somasche Figlie di San Girolamo Emiliani di Elmas, in provincia di Cagliari. Con loro ho iniziato un percorso che durerà almeno 3-4 anni e che mi porterà, spero, a indossare il velo. E’ un cammino esteriore e soprattutto interiore, fatto di piccoli e grandi passi da compiere ogni giorno.
Come si svolge la tua giornata tipo?
Sveglia alle 6.30, segue alle 7.30 la preghiera e alle 8 partecipo alla Santa Messa presieduta dai padri somaschi (che sono accanto a noi, ma in un’altra struttura). Dopo la colazione, partono gli impegni. Noi ci occupiamo di una casa famiglia per ragazze adolescenti affidateci dal Tribunale e dai servizi sociali. Alle 13 si pranza tutti insieme. Seguono nel pomeriggio altre funzioni (collaboriamo tra l’altro con una parrocchia periferica di Cagliari). Alle 18.30 preghiera, vespri e si comincia preparare la cena che si svolge alle ore 20. Alle 21.30 vediamo con le altre ragazze un film. E infine preghiera e si va a letto per riposarsi in vista degli impegni del giorno seguente.
Storie
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Quindi riuscite a vedervi un film: di che genere?
In questi giorni stiamo guardando "Braccialetti rossi", ma le consorelle scelgono film di generi diversi: comici, romantici, di avventura, anche polizieschi. E non è l’unico momento “ludico” della giornata. In estate, quando le ragazze che seguiamo non vanno a scuola, andiamo insieme al parco o anche al mare. Queste non sono cose che contrastano con una vita da aspirante suora.
Ma non hai paura che con il tempo ti possano mancare i sabato sera, le feste, i social, i vestiti, gli amori?
Bah, la sera non è che sia mai uscita così tanto, visto che durante il giorno ero sempre impegnata con l’Azione Cattolica. Per feste cosa si intende? A quelle di compleanno non ci ho rinunciato, per gli altri tipi di party non ho mai avuto una gran passione. Come anche per i vestiti: non sono mai stata un’amante della moda, ma al contrario del “bello comodo che costi poco”. I social network invece continuo a utilizzarli nei ritagli di tempo durante la giornata. Chiaramente cercando di dar testimonianza di Lui e della mia “povera” vita. Curo infatti una rubrica giornaliera sul Vangelo del giorno, denominata #dalvangelodioggi.
E gli amori?
Che amori mai dovrebbero mancarmi se ho l’Amore in assoluto nel mio cuore e nella mia vita? E poi onestamente vivere in una comunità con altre consorelle di età diverse è gioioso, divertente, arricchente e devi avere una pazienza esagerata. Ma mi spiegate qual è la differenza con una normale vita di coppia?