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Il commerciante non ha resto? Peggio per lui: θ obbligato a vendere
Inchiesta

Il commerciante non ha resto? Peggio per lui: θ obbligato a vendere

di  Lunedì 17 dicembre 2012 2 min Letto 27.927 volte
BARI - «Mi dispiace ma deve andare a cambiare da qualche parte, non ho il resto». Quando facciamo piccoli acquisti (un caffè, delle caramelle, un accendino) affermazioni di questo tipo sono all'ordine del giorno: il commerciante non può cambiare le nostre 20-50 euro e noi clienti siamo costretti a girovagare per i negozi vicini, cercando qualcun altro che ci cambi la banconota.

Ma il commerciante, quando non ha resto, può negare al cliente l'acquisto di un prodotto? E in generale, può rifiutarsi di vendere?

La legge in materia è chiara: il commerciante è obbligato a vendere la merce tutte le volte che questa è mostrata al pubblico, perchè come disciplina l'art 1336 del Codice Civile, la sua costituisce  una "proposta irrevocabile".

Come spiega Leopoldo Di Nanna, dell’Unione dei Consumatori di Bari,  «è sempre il commerciante che deve provvedere a cambiare la banconota, non il cliente, perchè è lui che deve tenere fede alla proposta di vendita che ha messo in atto quando ha esposto la merce. La motivazione "non ho resto" non è ammissibile. Ma anche risposte come "è stato già venduto" - continua Di Nanna - non sono legalmente valide, se queste informazioni non sono state preventivamente segnalate con appositi cartelli».

La legge, in questo senso, vuole evitare  discriminazioni di ogni sorta,  togliendo al commerciante il potere di scegliere cosa vendere e a chi. Nonostante però la norma sia dalla parte del consumatore, pochi la conoscono e reclamano questo diritto. 

C'è chi come Marco, ricorda quella lunga passeggiata di due chilometri fatta in cerca di un altro tabaccaio, «visto che il primo si era rifiutato di darmi le sigarette perché non aveva resto» e chi come Chiara, ha rinunciato al pantalone che cercava da tempo, «perchè era riservato a una cliente "storica"».

Elizabeth invece ricorda di essere stata trattata «molto male»  dalla proprietaria di un bar che si rifiutò di venderle un pacco di gomme da masticare del valore di ottanta centesimi, perché non aveva da cambiare 20 euro. «Ritornerò di proposito in quel negozio - dice ora - e questa volta comprerò una fesseria del costo di dieci centesimi pagando con 50 euro» .

«Dimostrare di conoscere la legge - sottolinea infatti Di Nanna - è un ottimo strumento per riportare le questioni sul piano della legalità, in casi estremi si può sempre fare valere il proprio diritto all'acquisto chiamando la Guardia di Finanza».
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I commenti (13)
Mario
Salve, lavoro in un negozio di servizi delle Telecomunicazioni in aeroporto e capita spesso che arrivino clienti che vogliano ricaricare le prepagate per il cellulare. Se capita di non avere il resto da restituire (20 euro di servizio con pagamenti con 50 euro) e lo comunico al cliente tempestivamente effettuare la prestazione di ricarica (θ un servizio, non un bene a vista in vendita), posso chiedere al cliente di cambiare i soldi lui o di pagare con altro metodo (carta o bancomat)? Spesso capita che i clienti chiedano un servizio di questo tipo solo per farsi cambiare banconote da 50 euro o superiori, come accade spesso di essere in turno da soli e quindi di non poter allontanarsi dal negozio lasciandolo incustodito. Come ci si deve comportare per evitare errori? Grazie mille.
BARINEDITA
Salve. Allora, lei sicuramente puς chiedere di pagare con la carta di credito, visto che si tratta ugualmente di denaro... Se invece il cliente ha solo contanti, bisogna intendersi sulla differenza tra serivizio e bene. Se lei non guadagna nulla dalla ricarica, allora probabilmente l'articolo 1336 in questo caso non potrΰ essere applicato.
Matteo
Salve, mi θ capitato che nella stazione principale dei bus, la biglietteria fosse chiusa alle sei del pomeriggio, e l'unica macchinetta erogatrice di titoli di viaggio desse il resto solo fino a 5 eruo. Da lμ ho cercato il negozio piω vicino che avendo cambiato banconote tutto il giorno non avevano piω di che cambiare la mia banconota da 20 euro. Chiedendo al personale presente all'ufficio informazioni dell'azienda dei trasporti mi θ stato risposto che spettava a me arrivare con i soldi in piccolo taglio. Oltre al disagio dell'unica macchinetta e la fila, rischiando di perdere l'ultimo bus disponibile, son dovuto andare in giro per la stazione a chiedere banconote di taglio piω piccolo! Come ci si deve comportare?
BARINEDITA
PER MATTEO: in quel caso la soluzione piω facile θ quella di comprare qualcosa dal negozio piω vicino...anche di 50 centesimi...e a quel punto loro sarebbero costretti a cambiare. Per quanto riguarda le macchinette, quella θ un'altra storia..bisognerebbe protestare con chi gestisce il servizio bus.
Vale
Salve...lavoro in un negozio di abbigliamento e il mio datore di lavoro mi manda sistematicamente in giro per tutto il vicinato ogni volta che non abbiamo il cambio per il resto nella cassa,e questo avviene piω volte al giorno...posso rifiutarmi di farlo o sono obbligata ad andare ogni volta anche se questo significa lasciare il cliente da solo all'interno del negozio? Grazie
BARINEDITA
VALE...il suo datore di lavoro ha ragione. il resto siete voi che dovete trovarlo...magari conviene prepararsi all'evenienza e farsi trovare giΰ con la possibilitΰ di dare il resto. saluti
Daniele
Intanto la "proposta irrevocabile" è relativa all'art. 1329 del CC e non il 1336, comunque il venditore non ha alcun obbligo di accettare una somma superiore a quella da lui richiesta per la vendita di quel bene o servizio e l'accettazione di un titolo di importo superiore al valore richiesto, con la restituzione della differenza, è solo a sua discrezione.
Christian
Salve, io lavoro in un bar dove spesso sono da solo e volentieri mi capita di rimbalzare le persone e chiedergli di andare a farsi una passeggiata a cambiare 50-100€ in quanto io non posso uscire dal negozio e lasciarlo vuoto. dato il 2015 e tutti abbiamo bancomat o carte di credito io propongo sempre come soluzione alternativa questo mezzo di pagamento. alla fine non sono un supermercato dove mi girano i miliardi e per prevenzione di furti quando è possibile il datore di lavoro passa e prende quasi tutto il cassetto lasciando solo un piccolissimo fondo. io per legge dovrò avere pur i soldi ma se tutti pagano col 50€ su un fondo di 100€ che faccio ??? non ce niente che tuteli il piccolo esercizio? alla fine un secondo modo di pagamento io lo propongo se il cliente prima consuma e poi paga senza chiedere se ho da cambiare perchè è colpa mia?
Jenny
Vedo che non sembrate considerare il commento di Daniele.
BARINEDITA
PER JENNY: perchè non la riteniamo valida
antonio
salve le biglietterie della circumvesuviana hanno il cartello esposto al pubblico che bisogna presentarsi coi soldi contati, altrimenti non danno resto, ho visto con i miei occhi rifiutare l'erogazione di 2 biglietti da 1,80euro ciascuno (3,60 totali) che chi era in fila voleva pagare con una banconota da 5 euro! la cosa bella è che in bella vista sulla scrivania dell'impiegato c'erano molte monete, quindi il resto c'era!!! morale della favola, la persona che si è vista rifiutare i soldi è dovuto andare a cercare di cambiare la banconota altrove, ed ha perso il treno! è legale tutto ciò?
Sara
Rispondo io all'utente che lamenta l'inesattezza dell'articolo... Il commerciante è obbligato ad accettare denaro contante in base all'art. 693 del codice penale
Francesco
Una volta mi reco in un bar per pranzare dopo il lavoro e la barista si rifiuta di farmi un panino perchι "era da sola e non aveva la capacità di sdoppiarsi" (venne licenziata poco dopo), mentre un'altra volta una barista si è rifiutata di farmi un caffè perchè a sua detta, a quell'ora il caffè non lo facevano (nonostante la macchina avesse i portafiltri), servendo bellemente alcool agli ubriachi, invitandomi con indisponenza a chiamare i vigili.