Notizie
La patente? Tutto troppo facile: «Poche prove e giovani convinti di saper guidare»
Inchiesta

La patente? Tutto troppo facile: «Poche prove e giovani convinti di saper guidare»

di  Martedì 26 febbraio 2019 3 min Letto 9.459 volte
BARI - Da una parte giovani convinti di poter maneggiare il volante dopo qualche lezione, dall'altra norme che permettono di presentarsi all’esame di guida con poche ore di pratica alle spalle. Sono le due facce di una stessa pericolosa medaglia: quella di ragazzi neopatentati che si "improvvisano" conducenti di auto, mettendo a rischio la vita propria e quella di chi incrociano per strada.

Ne abbiamo parlato con due istruttori di guida di Bari, città dove tra imprudenza, strade poco illuminate, passaggi a livello "discutibili" e svincoli da batticuore la possibilità di incorrere in incidenti è sempre in agguato.

«La patente? Non viene più vista come un faticoso e importante traguardo da raggiungere - spiega R., il primo maestro, che come il collega preferisce rimanere anonimo -.  Si tratta solo di un modo per postare la foto del foglio rosa sui social e soprattutto per farsi comprare la macchina nuova dai genitori. Gli adolescenti di oggi vedono l’esame come una tappa “scontata”, da superare al più presto. E infatti la domanda che tutti mi fanno è: "quanto tempo ci si mette?"».

Una fretta che può facilmente portare a gravi conseguenze. «Si possono rendere più sicuri gli incroci, le arterie meno buie e inasprire le pene per chi trasgredisce il codice stradale - prosegue l'esperto -. Ma è tutto inutile se chi è al volante non “concepisce” le regole imposte dal codice stradale, non rispetta la velocità, non è prudente e pensa di saper già condurre un veicolo».

Una presunzione che a volte "contagia" i genitori dei ragazzi. «Anche loro hanno spesso un atteggiamento "sbrigativo" - continua l'insegnante -: premono per fissare il prima possibile la data della valutazione finale. Sottovalutano il tutto, nonostante di mezzo ci sia l'incolumità dei propri figli».

Nemmeno la legge italiana sembra d'aiuto: per effettuare l’esame bastano infatti 12 guide di prova all'autoscuola, ciascuna con una durata di mezz'ora. In pratica dopo appena 6 ore di addestramento lo Stato presume che l'interessato possa essere pronto alla verifica conclusiva.

«Sono veramente poche - sottolinea G., il secondo istruttore –. Noi consigliamo sempre di effettuarne qualcuna in più, ma in pochi ci ascoltano: rispondono  che le faranno con mamma e papà. A me piacerebbe far capire loro che noi non “vendiamo” patenti, che quel tempo non è perso, ma serve ad acquisire un maggior senso di responsabilità».

E a complicare le cose ci si mettono pure gli esaminatori della Motorizzazione. I dati parlano chiaro: sono pochissimi i ragazzi a essere bocciati, soprattutto al Sud. A Bari ad esempio nel 2017 è stato escluso solo il 5 percento dei candidati, a Napoli addirittura il 2, mentre al Nord i numeri sono più alti: a Milano si sale al 17, a Torino al 20 e a Genova al 32.

«Un esaminatore non può giudicare in mezz’ora se un giovane sa guidare o meno – ci dice R. -. Penso che la prova dovrebbe essere eseguita in due step: nel primo si dimostra solo l’utilizzo dell’auto e nel secondo di saper gestire situazioni più complicate».

«D'altronde quello della patente non è un esame universitario – conclude G. -: al volante si rischia la vita, quella propria e quella degli altri».
Condividi Facebook WhatsApp Telegram Copiato!
Scritto da