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I buoni regalo con la data di scadenza: «Un abuso dei negozianti, provate a rifiutarli»
Inchiesta

I buoni regalo con la data di scadenza: «Un abuso dei negozianti, provate a rifiutarli»

di  Giovedì 13 settembre 2018 2 min Letto 46.083 volte
BARI – Spesso i nostri amici o parenti al posto di scegliere un regalo preferiscono donarci un buono da spendere in un negozio di abbigliamento, in libreria o in un centro benessere. Fin qui tutto bene, se non fosse che queste cedole hanno sempre una scadenza: devono essere quindi spesi entro un centro numero di mesi dalla loro emissione. Ma che cosa avviene se ci si presenta nell’esercizio commerciale dopo la data stabilita? Semplice: la stragrande maggioranza degli esercenti rifiuterà a quel punto di rendere spendibile il certificato, negandoci quindi la possibilità di usufruirne.

Ma perché il buono deve per forza avere un termine? Ed è giusto che in caso di ritardo nella presentazione del coupon il rivenditore si intaschi del denaro senza corrispondere un prodotto in cambio? Abbiamo posto queste domande all’avvocato barese Leopoldo Di Nanna, presidente nazionale dell’associazione “Forza dei consumatori”.

Perché i commercianti pongono una scadenza sul buono?

Non c’è una motivazione fiscale o legale: si tratta di un modus operandi ormai consolidato che porta un vantaggio ai negozianti. Perché di fatto se non si riesce a spendere il credito entro la data scritta sul cartoncino, chi l’ha venduto ricaverà un guadagno senza corrispondere in cambio della merce.  È un abuso, visto che questa clausola non porta alcun beneficio (magari a livello di sconti) all’acquirente.

È proprio impossibile per il consumatore far valere il coupon anche dopo la data prefissata?

Purtroppo no: quando un contratto giunge al termine il cliente non può rivendicare più alcun diritto. Ciò che si potrebbe fare, sapendo in anticipo di aver problemi nell’usufruire del buono, è chiedere una proroga, sperando che il negoziante accetti.

Ma in caso di mancato ritiro del prodotto non sarebbe giusto pretendere la riconsegna della somma versata?

Solo se nel contratto stipulato ci fosse questa clausola. Ma sappiamo bene che nessuna cedola prevede la restituzione del denaro in caso di assenza di acquisto di beni.

E quindi il consumatore che può fare? Potrebbe richiedere un coupon privo di vincoli temporali?

Sì certo, ha tutto il diritto di farlo: può reclamare un “voucher” senza date, rifiutando altrimenti l’acquisto. D’altro canto però al commerciante potrebbe non andare bene una contrattazione di questo genere: anche lui ha la piena facoltà di non accettare.

Se ci si mettesse d’accordo il buono avrebbe a quel punto validità illimitata?

In caso di mancata apposizione di una scadenza il coupon assume un durata di 10 anni, termine oltre il quale il contratto stipulato tra le parti di fatto si prescrive.
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I commenti (4)
giorgio bonacina
ma sul buono ci deve essere riportata la data di scadenza, o non e obbligatoria
Martina
Il commerciante al momento che rilascia un buono regalo emette uno scontrino fiscale. A questo punto ha tutto l'interesse di mettere una scadenza al buono perchι corre anche un rischio fiscale. Il consumatore che esce da un negozio con in mano uno scontrino fiscale emesso mesi o anni precedenti per un controllo da parte da un finanziere è sicuramente poco credibile.
Dany
Θ d’obbligo una data per evitare che ti vengano dati buoni dopo anni
pietro giorgio
buongiorno, il buono acquisto non è un benema un metodo di pagamento alternativo, in pratica è denaro. Il buono acquisti è assimilato al buono postale. Quest'ultimo anche dopo la scadenza deve essere rimborsato. La scadenza ha anche lo scopo di evitare una rivalutazione della somma anticipata e ripeto " somma anticipata" , er esempio in tempi di saldi 100 euro beneficerebbero di una maggiorazione di valore. Per cui il venditore a mio avviso potrebbe sì rifiutarsi nella spendibilità del buono ma deve a mio avviso restituire la somma anticipata. IN CASO CONTRARIO SI AVREBBE UN ARRICCHIMENTI INGIUSTIFICATO DA PARTE DEL COMMERCIANTE, ANCHE IL FORZA DELL'ART. 1463 C.C.