BARI - «Mi chiamano praticamente tutti i giorni, soprattutto nel primissimo pomeriggio e all’ora di cena. Gestori telefonici, pay tv e chi più ne ha, più ne metta». La "disperazione" della casalinga Maria ben rappresenta lo stato d’animo di milioni di italiani, per i quali le telefonate da parte degli operatori di telemarketing rappresentano un vero e proprio incubo. Chiamate selvagge per promuovere prodotti da acquistare, nuovi contratti telefonici e offerte commerciali, che risultano ai più al limite della molestia.
I tempi dei consensi quasi estorti alle persone anziane o semplicemente distratte sembrano anche un "bel" ricordo, perché le strategie messe in atto dai call center sembrano farsi, di giorno in giorno, sempre più invasive e meglio architettate per sbaragliare la concorrenza, come si può evincere dall’esperienza di Manuela, libera professionista vittima recentemente di una delle nuove trovate di un noto gestore telefonico.
«Si sono spacciati per il mio operatore di telefonia fissa - racconta - e mi hanno annunciato un cospicuo aumento della bolletta. Sono stata costretta a chiamare il numero verde per avere spiegazioni e mi hanno detto che nessuna telefonata era partita da loro e che si trattava invece della strategia di una società concorrente. In effetti, il giorno dopo un altro gestore mi ha contattato per pubblicizzare la sua offerta».
Un episodio non isolato, quello di Manuela, perché la stessa situazione è stata vissuta anche da diversi altri utenti nelle ultime settimane. Questo nonostante da febbraio dell’anno scorso esista un apposito strumento per arginarle, il Registro pubblico delle opposizioni (Rpo).
L'iscrizione a questo registro dovrebbe (sulla carta) precludere qualsiasi telefonata effettuata per scopi pubblicitari e di vendita: diverse società, comprese praticamente tutte quelle di telefonia mobile e fissa, aderiscono al Rpo. Ma il registro non funziona.
Inchiesta
Contro le moleste telefonate promozionali: un'arma esiste, ma non funziona
«Sono iscritto al Rpo da circa un anno - sottolinea Luciano, un'altra vittima delle telefonate selvagge - ma dopo qualche mese di tregua le chiamate dei call center sono riprese, in maniera anche più insistente rispetto a prima. Basti pensare che la settimana scorsa la stessa compagnia telefonica mi ha contattato due volte al giorno, per quattro giorni consecutivi, sfidando chiaramente la mia pazienza».
Ma che armi ha il cittadino per poter contrastare questa invasività dei call center? Contro le telefonate promozionali purtroppo si può fare ben poco, «perché è difficile risalire al call center che ha fatto la telefonata e le compagnie approfittano di questa situazione», come spiega Leopoldo Di Nanna, avvocato dell’Unione nazionale consumatori di Bari. Nei casi di contratti stipulati involontariamente o delle offerte accettate contro la propria volontà, però, ci si può rivolgere a un legale o proprio a una delle associazioni a tutela dei consumatori.
«Negli ultimi tempi - afferma Di Nanna - ci viene segnalato un numero sempre maggiore di comportamenti che sfociano nella concorrenza sleale e nella violazione di svariati articoli del Codice del consumo: noi cerchiamo di risolvere la situazione attraverso i nostri consulenti prima dell’eventuale giudizio, perché l’instaurazione di una causa dovrebbe rimanere l’ultima spiaggia».
Ma se si evitasse di rispondere al telefono, quando sul display compare un numero "anonimo" o "privato"? «Magari, peccato che ora hanno cominciato a chiamare anche da utenze urbane visibili», fa notare l’ormai sconsolato Luciano.
Il link all'inutile Registro delle opposizioni: www.registrodelleopposizioni.it