BARI – “Tombini di ghisaaa!”. Chi non conosce il tormentone lanciato dal comico Maurizio Crozza nella parodia del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini? Ma questa volta a essere infuriati per la sparizione sistematica dei tombini sono i commercianti del mercato rionale di Santa Scolastica, a Bari.
Ogni operatore ha infatti a disposizione un canale di scolo prospiciente il bancone della merce in vendita, canale che è protetto da 5-6 caditoie di ghisa. Ebbene, i commercianti sono costretti ogni giorno a smontare le pesanti grate e conservarle nel proprio box. Il motivo? «Semplice: perché ce le fregano», spiega una fruttivendola. (Vedi foto galleria)
Sembra infatti che durante la notte i “ladri di ghisa” vadano alla ricerca di oggetti costruiti con quella lega per rivenderle al mercato nero. Si parla di un guadagno di un euro al chilo. Considerando che ogni grata pesa un 5 chili e moltiplicando per le decine di grate presenti nel mercato, c’è la possibilità per i “predoni” di mettersi in tasca un discreto gruzzoletto. Ladri che possono agire indisturbati vista l’assenza sia di vigilanza che di telecamere.
Inchiesta
Bari, al mercato il furto delle caditoie di ghisa: «Costretti a smontarle ogni giorno»
E così quotidianamente gli esercenti prima di abbassare le serrande devono prendersi la briga di togliere e conservare queste “preziose” caditoie all’interno del locale. Se capita infatti di andare a fare la spesa quando il mercato sta chiudendo, bisogna stare attenti ad avvicinarsi alle bancarelle: si potrebbe mettere un piede in fallo e cadere così nel “fossato” che così si crea.
«D’altronde non abbiamo scelta – sottolinea un pescivendolo – io ho dovuto ricomprarmi i tombini di tasca mia e non posso certo sostenere questa spesa ogni giorno». Un altro commerciante ci riferisce però di aver fatto domanda al Comune e di averni avuti di nuovi, ma c'è anche chi alla fine ci ha rinunciato e li ha sostituiti con una semplice e poco ambita pedana di legno.
(Vedi galleria fotografica)
