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«Disagi e insicurezza»: la pista ciclabile tra Giovinazzo e Santo Spirito fa discutere
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«Disagi e insicurezza»: la pista ciclabile tra Giovinazzo e Santo Spirito fa discutere

di  Venerdì 19 febbraio 2016 4 min Letto 20.265 volte
GIOVINAZZO – Una pista ciclabile non ancora ultimata che sta creando da settimane disagi e insicurezza. Parliamo della ciclovia che sta sorgendo sui 5 chilometri di strada litoranea che collegano Giovinazzo a Santo Spirito. Lì, sulla vecchia statale 16, chiamata anche dai residenti “via Bari”, dall’ottobre scorso sono partiti i lavori che permetteranno ai ciclisti di pedalare in maniera sicura a due passi dal mare.

Il problema però è che i lavori suddetti (messi in opera dal Comune di Giovinazzo) sarebbero dovuti finire il 9 gennaio scorso, 40 giorni fa e mentre stiamo scrivendo ancora non è dato sapere quando questa pista sarà inaugurata, con buona pace dei residenti che da tempo convivono con tutta una serie di inconvenienti. (Vedi galleria fotografica)

«È inconcepibile. Ora per andare a Bari devo spostarmi fin quasi al centro di Santo Spirito per prendere l’autobus». Lo sfogo è appunto quello di una signora che vive in un residence ubicato sul quel tratto di strada, che si lamenta del fatto che a causa dei lavori siano state soppresse 5 delle 6 fermate che i pullman della Società di trasporti provinciale (Stp) effettuavano su questa via in direzione sud.

«I pullman non possono più accostarsi al marciapiede a causa del cordolo che separa la pista ciclabile dal resto della strada e così per evitare che ci si fermi nel bel mezzo della carreggiata, la Stp ha deciso di sopprimere le fermate», ci spiega un autista del bus. Il risultato però è che coloro che abitano qui, per spostarsi devono farsi chilometri a piedi prima di raggiungere la fermata più vicina. L’unica rimasta è quella situata nei pressi dell’hotel “Riva del Sole”, diciamo a metà del tratto suddetto.

«Sono furiosa – ci dice Cristina –. Io lavoro a Molfetta e quando finisco prendo il bus per tornare a casa. Solo che a causa delle fermate eliminate ora sono costretta a scendere a Santo Spirito e ritornare indietro, facendomi chilometri a piedi e soprattutto attraversando di sera un brutto incrocio».
 
Il “brutto incrocio” di cui parla la donna è quello del ponte per la tangenziale: all’entrata di Santo Spirito si trova infatti uno svincolo che porta direttamente sulla circonvallazione di Bari. Qui c’è un semaforo è vero, ma fra i residenti della zona l’incrocio è noto come un luogo in cui le regole della strada vengono costantemente violate. «È pericoloso per gli stessi ciclisti – continua Cristina -. C’è gente che passa con il rosso e fa sorpassi azzardati continuamente. Non è difficile immaginare un ciclista che si veda tagliare la strada da chi gira per il ponte».

Facciamo notare alla signora che il mancato rispetto del codice della strada da parte di alcuni incivili  non è certo una colpa da addossare alla pista ciclabile. «Certo che no – afferma – ma un’amministrazione dovrebbe anche preoccuparsi di ridurre al minimo i rischi per i cittadini e questa pista ciclabile non va in questa direzione. Ma avete notato quanti incidenti ci sono stati su questo tratto di strada da un po’ di tempo a questa parte? Uno è avvenuto il 22 dicembre scorso e un altro il 7 febbraio: vicino a Riva del Sole hanno dovuto estrarre una donna dalle lamiere».

Noi dal canto nostro sabato scorso, 13 febbraio, abbiamo assistito a un terzo incidente. Erano le 20.15 circa quando in località San Matteo, a un paio di chilometri dal centro di Giovinazzo, un 85enne alla guida della sua auto è uscito di strada finendo sulla pista ciclabile. Un testimone ci ha raccontato che l’uomo, che viaggiava in direzione sud, è uscito fuori strada a causa del sorpasso azzardato di un’altra vettura che poi ha proseguito la corsa, scomparendo. Il sorpasso avrebbe costretto il guidatore a buttarsi a destra, dove però c’era il cordolo della pista ciclabile, che lui non ha visto e non sapeva ci fosse. La pista è segnalata, ma effettivamente è poco illuminata.

Del resto la carreggiata per via della pista è stata ristretta notevolmente. Su tutta la pista sono parecchi i segnali spostati o divelti a causa di macchine che vi sono finiti contro. Faticosamente si è cercato di allargare la strada sul lato opposto alla pista ciclabile, recuperando spazio “mangiando” la porzione di asfalto su cui erano posti i bidoni dei rifiuti. Nelle foto in galleria è visibile il vecchio confine, ancora segnato con una striscia più scura e quello nuovo, delimitato da una striscia bianca.

E quindi ora l’area destinata a chi deve buttare la spazzatura è molto risicata e rabbrividiamo nel vedere un 12enne che cestina il suo sacchetto, nei pressi del residence “Edilmare”, mentre pochi secondi dopo un’auto sfreccia a velocità sostenuta proprio lì davanti. Insomma anche buttare un sacchetto dell’immondizia da quando c’è la pista ciclabile, è meno sicuro. Alla faccia della viabilità sostenibile.
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I commenti (1)
MARCELLO DE NUCCI
Condivido appieno la pericolosità della pista sulla Giovinazzo S.Spirito, spesso mi capita di percorrerla il sabato sera e devo ammettere che effettivamente è diventata una strada pericolosa sia per le auto ma anche per i ciclisti stessi che un domani la percorreranno. Io vado spesso in bicicletta e sono assolutamente favorevole alle piste ciclabili, ma il fatto che i comuni hanno i finanziamenti per le piste ciclabili non significa che bisogna farle ad ogni costo senza alcun criterio di sicurezza. Venite a vedere a Modugno che porcheria stanno combinando e poi mi direte.