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Un mondo fatto di cavalieri, maghi ed elfi: θ la ''guerra del caos''
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Un mondo fatto di cavalieri, maghi ed elfi: θ la ''guerra del caos''

di  Mercoledì 13 novembre 2013 3 min Letto 5.330 volte
BARI– Cavalieri in scintillanti armature, elfi arcieri con le loro infallibili frecce, maghi, incantatori e orchi sanguinari. Per chi ama il fantasy e vorrebbe vivere tutta la vita circondato da questi personaggi, per chi proprio non riesce a capacitarsi di essere nel 2013 in un mondo reale, c’è una soluzione: le “guerre del caos”.

Si tratta di un gioco di ruolo che da qualche anno ha preso piede in Italia e che si ispira al gioco Dungeons and dragons, ma anche ai mondi creati dai romanzi Il signore degli anelli e Le cronache di Narnia di Tolkien e Lewis. A Bari questa realtà è nata ufficialmente dieci anni fa e ora è tenuta viva grazie all’opera dell'Ala (Associazione ludica apulia).

I soci, una volta al mese, organizzano un evento che vede la partecipazione di più di 100 persone. Si tratta di far rivivere una storia scritta precedentemente, con tanto di assedio a fortezze, difesa di castelli, salvataggio di principesse (vedi foto galleria). Ognuno ha un proprio personaggio e si muove in una scenografia medioevale pensata ad hoc. Ogni evento fa parte di una "campagna" che dura anche anni.

«Il successo di questo gioco – spiega Andrea Natale, uno degli staff master di guerre del caos – sta nella libertà di creare un proprio personaggio, di decidere la propria storia, di avere una particolare personalità. In più c’è da considerare che il gioco stimola la creatività e le capacità manuali.  Ci sono persone che sono riuscite a costruirsi la propria attrezzatura, altre che hanno imparato a cucire, a lavorare il cuoio e il ferro e a farsi una cotta di maglia».

Per mettere in scena le “guerre” vengono scelti luoghi nascosti, lontani dalle città e dal “moderno”. Ad esempio nel barese vanno per la maggiore la foresta Mercadante di Cassano, il castello normanno di Sannicandro, il Lago del bosco di Toritto o Torre del Castiglione a Conversano. Posti immersi nella natura e lontani dai centri urbani.

Nel gioco si combatte tanto, anche se chiaramente si tratta sempre di una simulazione: tutto è organizzato in maniera da rendere la guerra credibile ma sicura. Per salvaguardare la sicurezza dei giocatori all'inizio di ogni evento viene eseguito un “weapon check”, un controllo delle armi, per verificare che le stesse siano realizzate in lattice o plastazote.  Le frecce invece devono avere la punta rigorosamente in gomma piuma.

«Molti ci etichettano come “nerd” o “ragazzini che giocano con le spade di gomma” – sottolinea Andrea – ma la nostra è una realtà che mette in relazione tante persone diverse: dallo studente al professionista. Questo gioco dà la possibilità di poter vivere in maniera sociale i nostri sogni».

L'ultima campagna, “Impero”, è durata quattro anni e si è conclusa il mese scorso. E ora è la volta dell’"Apocalisse". La battaglia è appena cominciata.
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