BARI – Medioevo: tempo di crociati, cavalieri, pellegrini e santi. Su queste figure la tradizione popolare ci ha trasmesso racconti che fondono realtà e leggenda. E uno di questi riguarda Santo Spirito, quartiere a nord di Bari. Oggi da qui passa la statale 16, che ha preso il posto della strada che per secoli ha collegato il resto dell’Italia a Bari e a Brindisi, i principali porti da cui ci si imbarcava alla volta dell’Oriente. Un cammino che una leggenda vuole abbia affrontato anche San Francesco d’Assisi.
Si narra infatti che il Patrono d’Italia, vissuto tra il 1181/1182 e il 1226, in pellegrinaggio verso la Terra Santa passò da Bari e, provenendo da nord, anche da Santo Spirito, all’epoca una zona rurale che presentava un porto, qualche casupola contadina, alcune piccole chiese e un avamposto militare chiamato Castello di Argiro.
Una storia poco conosciuta dai baresi e invece orgogliosamente rivendicata dagli abitanti di Santo Spirito, che a san Francesco hanno dedicato anche una statua (vedi foto).
Non ci sono documenti storici che comprovino la venuta del santo in questa terra, ma solo due racconti tramandati nei secoli, secondo i quali Francesco avrebbe voluto trascorrere una notte a Santo Spirito, per vedere quanto “clarite et pretiose et belle” fossero le stelle in questo angolo di Puglia. Ce li racconta entrambi Adele Pulice, moglie del compianto storico Vito Lozito.
Storie
San Francesco d'Assisi θ stato a Santo Spirito: leggenda o realtΰ?
Il primo narra del santo di Assisi che, in compagnia del confratello Masseo, avrebbe proposto al suo compagno di viaggio di pregare e riposare nella chiesetta realmente esistita dello Spirito Santo.
Il secondo colloca invece Francesco vicino all’attuale molo di levante, nei pressi del quale vi era una sorgente d’acqua dolce. Fermatosi in questo luogo per riposare e pregare, durante la notte il santo subì un tentativo di furto da parte del confratello che viaggiava con lui. Quest’ultimo, infilata la mano nella borsa del santo per rubare alcune monete, le ritrovò però trasformate in serpi velenose che lo morsero mortalmente.
Proprio in prossimità del luogo in cui si sarebbe svolta tale vicenda, è presente da decenni, al centro di una fontana, la statua bronzea di san Francesco d’Assisi. Un monumento costruito per celebrare un fatto forse mai accaduto, ma custodito nella memoria di un villaggio ancora oggi abitato da pescatori chiamati ad affrontare la vita “cum grande humilitate”.
Il secondo colloca invece Francesco vicino all’attuale molo di levante, nei pressi del quale vi era una sorgente d’acqua dolce. Fermatosi in questo luogo per riposare e pregare, durante la notte il santo subì un tentativo di furto da parte del confratello che viaggiava con lui. Quest’ultimo, infilata la mano nella borsa del santo per rubare alcune monete, le ritrovò però trasformate in serpi velenose che lo morsero mortalmente.
Proprio in prossimità del luogo in cui si sarebbe svolta tale vicenda, è presente da decenni, al centro di una fontana, la statua bronzea di san Francesco d’Assisi. Un monumento costruito per celebrare un fatto forse mai accaduto, ma custodito nella memoria di un villaggio ancora oggi abitato da pescatori chiamati ad affrontare la vita “cum grande humilitate”.
Vittorio Polito
SAN FRANCESCO A BARI
Tra le leggende marinare di Saverio La Sorsa scopro tra esse che San
Francesco θ passato da Bari. Si narra che il poverello dAssisi, giungendo
sulla spiaggia di San Cataldo, simbattι in alcuni disperati pescatori che
cercavano acqua e non trovandola bestemmiavano e imprecavano. Il
Santo dAssisi impietositosi, con un colpo di bastone fece zampillare
acqua copiosa e fresca dissetando cosμ i pescatori. Questo il motivo,
secondo la leggenda, che quel luogo, oggi spiaggia dei baresi, fu chiamato
«San Francesco alla Rena».
Emanuela
Ma θ una bellissima notizia....che sia realtΰ o leggenda non importa.. θ fantastico credere che S.Francesco possa essere passato di quμ.Grazie per questo bellissimo articolo...
