BARI – Bari per un giorno capitale italiana dell’arte giovanile. Sarà proprio il capoluogo pugliese infatti ad ospitare la decima edizione del “Premio Nazionale delle Arti”, organizzata quest'anno dall'Accademia delle Belle Arti di Bari. Il 1 ottobre una giuria presieduta dal critico d’arte Vittorio Sgarbi individuerà le otto opere vincitrici del premio, scelte tra le 202 che verranno esposte a partire dalla mattinata presso la sala Murat e il teatro Margherita.
Il Premio è un concorso in cui gli studenti iscritti a tutte le Accademie di Belle Arti italiane gareggiano tra di loro “a suon” di dipinti, sculture, grafica e fotografie. A una settimana dall’evento, abbiamo parlato con Antonio Russo, rappresentante degli studenti presso la Consulta dell'Accademia di Bari.
Antonio, parlaci del concorso.
C’è stata una prima selezione, all'interno di ogni singola Accademia e poi una seconda selezione ad opera dell'Accademia organizzatrice. Gli studenti ammessi sono stati raggruppati per dipartimento: quest'anno abbiamo avuto 48 ammessi a Pittura, 21 a Scultura, 20 ad Installazioni, 26 ad Arti Grafiche, 18 a Decorazione, 21 a Scenografia, 13 a Fotografia e 35 ad Arte Elettronica e Opere Interattive. Per ogni categoria c'è una commissione diversa, con professori competenti, il cui lavoro viene supervisionato dal direttore dell'Accademia di Bari, Giuseppe Sylos Labini.
Quest'anno quindi la premiazione si svolge a Bari. Ha un significato particolare per voi studenti pugliesi?
Il nostro direttore e il nostro presidente, Giancarlo Di Paola, si sono impegnato tanto affinchè potessimo ospitare noi il concorso. La scelta è ricaduta su Bari all’interno dei consigli tra i vari direttori delle Accademie nazionali e questo non può che renderci grati. Nelle scorse edizioni, tenutesi in altre città d'Italia, Bari ha partecipato molto attivamente al Premio, nonostante il concorso fosse poco pubblicizzato a livello istituzionale.
Storie
Premio Nazionale delle Arti: Bari capitale della cultura giovanile
Che cosa vi differenzia dagli altri universitari?
Siamo una realtà diversa dalle Università e al tempo stesso molto affine: abbiamo sì i professori, ma con loro riusciamo a creare un rapporto a tutto tondo che va oltre la classe di insegnamento. Questo probabilmente risulta più difficile per le altre facoltà, anche per l'elevato numero di studenti. I ragazzi hanno visto i loro docenti entusiasti del progetto e questo ha portato a un'allargarsi della partecipazione che per noi è un po’ come una vetrina.
C’è bisogno di queste vetrine?
Purtroppo sì. Le prospettive artistiche in Puglia sono molto limitate. I giovani che provengono da un'Accademia non hanno grosse possibilità lavorative: da rappresentante, vedo molti studenti partire per l'estero e non tornare più. Quelli con punteggi e voti più alti, spesso vengono adocchiati da aziende estere di grafica e design. Ma lavorare sul territorio è quasi impossibile.
E il Premio Nazionale può aiutare?
Sì e no. Chi vince il premio non può certo mantenersi con la borsa di studio, visto che non è uno stipendio. Tuttavia, inserire nel proprio curriculum la partecipazione a un concorso del genere può essere un’arma in più. Insomma, se il Premio non ti aiuta a mantenerti, può rappresentare comunque una buona lettera di raccomandazione.