BARI - Il futuro urbanistico della città di Bari è iniziato ieri, con la firma del contratto tra il Comune e il gruppo tecnico diretto dall'urbanista Bruno Gabrielli, scelto lo scorso febbraio, tra quattro proposte pervenute. «Si tratta della prima di quattro fasi contrattuali, che porteranno entro i quattro mesi e 20 giorni previsti dal regolamento, alla stesura della prima bozza del Pug (Piano Urbanistico Generale)», ha spiegato la dirigente Annamaria Curcuruto, responsabile del procedimento.
«È il primo piano urbanistico ecosostenibile», ha esordito Gabrielli nel descrivere i criteri che guideranno la stesura del più importante documento che regolerà sviluppo della città di Bari nei prossimi anni. Per la prima volta, infatti, un piano regolatore terrà presente tutte le implicazioni ambientali, sociali e paesaggistiche del territorio, in una visione, sembra, di urbanizzazione sostenibile.
Una rivoluzione copernicana rispetto al precedente piano Quaroni del 1976. «Dobbiamo invertire il processo di esplosione che ha caratterizzato lo sviluppo in estensione della nostra città», ha commentato il sindaco Michele Emiliano.
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Si andrà quindi in direzione opposta, dall'espansione alla riqualificazione. Le parole chiave saranno quindi: conservazione, valorizzazione, rigenerazione e qualità ambientale. Che con uno slogan efficace Gabrielli riassume: «Costruire nel costruito».
«Dovremo ricostruire il tessuto slabbrato e colmare i buchi creati tra centro e periferie», tiene a sottolineare il sindaco.
Nelle intenzioni quindi si dirà basta alla concessione indiscriminata di permessi edificatori, avvenuta nel passato. Dovrebbe essere applicato il principio di perequazione. I proprietari avranno uguali diritti edificatori, ma in aree valutate dall'amministrazione, che indicherà anche gli spazi pubblici adeguati.
Staremo a vedere.
