BARI - Sono giorni di incertezza quelli che sta vivendo il Bari calcio. Il futuro della società è legato alla trattativa tra la famiglia Matarrese e l’imprenditore Paolo Montemurro e questo provoca una situazione di stallo sul mercato. Il rischio è quello di perdere diversi elementi di quello splendido gruppo capace, tra mille difficoltà, di raggiungere una tranquilla salvezza nella passata stagione. Tra questi, uno dei leader dello spogliatoio biancorosso: l’attaccante 29enne Antimo Iunco, il quale ci ha confessato la sua speranza che la squadra dell’anno scorso possa essere confermata.
Mino, qual è la tua situazione contrattuale?
Il 30 giugno scade il prestito dal Chievo e sinora, complice anche la trattativa per la cessione del club, nessuno ha manifestato la volontà di riscattarmi. Ma non ho voluto ascoltare altre offerte: per ora la mia priorità resta il Bari.
Vorresti quindi rimanere?
Se la società (nuova o vecchia che sia) crede in me, resto molto volentieri. Sento di poter dare ancora molto a questa squadra e spero di avere un’altra possibilità. Il Bari ha molte situazioni di mercato con il Chievo: magari potrei rientrare in una di quelle.
Perché tieni tanto al Bari? In fondo sei stato qui solo un anno…
Mi sono trovato molto bene e sono legato alla città, perché credo di aver dato e di aver ricevuto tanto. Sono stato rispettato innanzitutto come uomo e questa è la cosa più importante.
L’ideale però sarebbe riuscire a trattenere anche i tuoi compagni…
Sì, perché confermando lo stesso gruppo, anche se mister Torrente è andato via, si potranno fare grandi cose. Ne sono convinto: non dimentichiamo che, calcolando le penalizzazioni, l’anno scorso non abbiamo raggiunto i play off per soli tre punti.
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Bari, il sogno di Iunco: «Confermate tutto il gruppo e faremo grandi cose»
Un vero e proprio miracolo sportivo…
Certe scoppole prese a metà campionato sono state salutari: eravamo un gruppo giovane e a volte la gioventù può far perdere di vista gli obiettivi. Dopo la sconfitta di Vercelli eravamo molto arrabbiati, perché ci siamo resi conto che stavamo rovinando quanto di buono fatto nel girone d’andata. Ma la voglia di risalire ha prevalso e, dopo un confronto tra società, squadra e giocatori, ci siamo ricompattati e siamo ripartiti senza risparmiarci.
Tu sei stato uno dei leader di quel gruppo…
Non mi definirei un leader. Mi sono solo messo a disposizione dei compagni, anche perché ero il più “anziano” nello spogliatoio. Quella dell’anno scorso era una squadra unita e sana, con una grandissima voglia di arrivare al traguardo.
Starai sicuramente seguendo la trattativa per la cessione del club: cosa può significare per la tifoseria barese un cambio societario?
Leggo attentamente tutte le notizie. Ci si aspetta sempre il meglio da una nuova proprietà, altrimenti non si avvertirebbe la necessità di cambiare. La speranza è che questo cambiamento (qualora si verifichi) possa far scattare di nuovo la scintilla tra i tifosi. Quando è pieno il San Nicola non ha nulla da invidiare ai grandi stadi italiani. E un impianto “tutto esaurito” non può che far bene alla squadra che ci gioca dentro.
E se alla fine dovessero rimanere i Matarrese?
Vorrebbe dire che hanno riflettuto e hanno capito che possono continuare, investire e costruire qualcosa di buono.