BRUXELLES – Si chiama “home cooking” ed è il servizio offerto da alcuni chef che, di fatto, entrano in casa altrui per mettersi in cucina a elaborare piatti sontuosi. Chi li chiama è gente che pur volendo preparare una cena a casa propria, non ama dilettarsi ai fornelli o ha poco tempo per farlo. Tra i “cuochi a domicilio” c’è anche Claudio (al centro nella foto con due colleghi), 35enne barese che lavora a Bruxelles per l’associazione “Openkitchen”.
Cucini per i belgi, ma i tuoi piatti a che tradizione si rifanno?
Propongo piatti italiani e in particolare baresi. A Bruxelles ho trovato anche le rape e quindi con le orecchiette fresche fatte a mano, riesco a far gustare anche il più tipico dei piatti “made in Puglia”. Ma non solo: assieme a mio fratello Francesco e a Bruno, un altro collega italiano, mi sbizzarrisco con la parmigiana, con le “bombette” e con i cavatelli ai frutti di mare o con pomodorini e cacioricotta.
I belgi sanno cucinare?
Direi di no. La loro è una cucina elementare: molto spesso si accontentano di un panino o una zuppa. E quando fanno piatti elaborati risultano sempre troppo pesanti. Quindi quando proponiamo loro semplicemente un piatto di pasta, vanno letteralmente in visibilio, impazziscono. Una sera tre chili di cavatelli sono stati fatti fuori in meno di cinque minuti.
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Claudio, ''cuoco a domicilio'' a Bruxelles: «I belgi impazziscono per le orecchiette»
Chi si rivolge a voi?
Generalmente l'home cooking attira clienti con redditi medio-alti. Specie a Bruxelles nella maggior parte dei casi si tratta di professionisti o di rappresentanti delle istituzioni europee.
Qual è il prezzo del servizio?
I prezzi sono determinati dalla spesa dei prodotti da cucinare. La nostra, in genere, varia dai 50 ai 100 euro per una media di venti persone che partecipano al pranzo o alla cena. Questa spesa, poi, ci viene rimborsata dall’associazione che ricava da ogni partecipante 30 euro.
A conti fatti quindi tu quanto ci guadagni?
A fine serata il guadagno netto va dai 100 ai 120 euro. Non male, per un lavoro che è comunque faticoso, anche se divertente, visto che ti fa conoscere molte persone. L’unico problema per noi cuochi è l’essere legati all’associazione. Essendo agli inizi per ora ci sta bene, ma l’ideale sarebbe lavorare in maniera autonoma. Vedremo…