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La fiera delle autoproduzioni, il commercio basato sulla fiducia
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La fiera delle autoproduzioni, il commercio basato sulla fiducia

di  Martedì 2 aprile 2013 2 min Letto 5.385 volte
MOLFETTA - Realizzare una borsa riciclando una vecchia maglietta, preparare uno yogurt in casa, ottenere un profumo con prodotti naturali. È quanto si può imparare alla “fiera delle autoproduzioni”, appuntamento mensile che richiama piccoli artigiani e agricoltori da tutta la Puglia, promuovendo un commercio basato sulla fiducia tra produttore e consumatore, nel rispetto dell'ambiente. L'evento, nato cinque anni fa a Molfetta, si tiene periodicamente anche a Bari, a Villa Roth e al Socrate occupato.

«Questa manifestazione vuole principalmente dare uno sbocco ai piccoli produttori locali, strozzati dalle leggi dell'Unione europea fatte su misura per la grande distribuzione», spiega Antonio Camporeale, uno degli organizzatori. «Non tutti, ad esempio - continua - possono permettersi di avere laboratori di una certa grandezza o di restaurare le vecchie masserie tipiche delle nostre campagne. La Fiera si propone come una vetrina proprio per quei venditori tagliati fuori dal mercato».

Ma chi controlla allora la qualità delle merci? Camporeale parla di "autocertificazione partecipata". «Alla base del nostro modello c'è la trasparenza in tutte le fasi della produzione: chiunque può visitare le aziende e rendersi conto di persona dei metodi usati. La certificazione arriva direttamente dalla fiducia dell'acquirente e da quella degli altri venditori, favorendo così un commercio autogestito e a chilometro zero».

I prezzi, tranne che per frutta e ortaggi, sono più alti rispetto a quelli di un normale supermercato. Ciò si spiega con le ridotte dimensioni dei venditori: per loro è impossibile avere economie di scala e costi (più bassi) paragonabili a quelli della produzione di massa, anche se il sistema permette di far circolare denaro quasi esclusivamente all'interno delle comunità locali.

E nel frattempo ci si ingegna per ridurre i costi. «Ad esempio - sottolinea Camporeale - un alimento per essere definito biologico, necessita di una costoso attestato: noi lo sostituiamo con l'autocertificazione, ferma restando la qualità del cibo».

La rassegna richiama temi cari ai critici dell'economia di mercato, ospitando laboratori dedicati al riciclaggio e all'autosufficienza. È facile imbattersi in dimostrazioni su come farsi il pane in casa, sull'assemblaggio di un pannello solare o sulle tecniche del "guerriglia gardening". Curiosi i metodi della coltivazione idroponica, praticabili anche su un terrazzo, che non necessitano del terreno ma di substrati inerti, cioè artificiali e privi di qualsiasi nutrimento.

La fiera, promossa dal centro sociale "Le macerie - baracche ribelli" assieme ad altre realtà pugliesi e lucane, si svolge l'ultima domenica di ogni mese (nelle foto l’evento di domenica 31 marzo), accompagnata da concerti e rappresentazioni teatrali. Esporre non costa nulla, se non un contributo libero alla riuscita dell'evento, totalmente autofinanziato.

Il blog della Fiera delle autoproduzioni: www.fieradelleautoproduzioni.blogspot.it
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