BARI – Tradurre e sottotitolare le serie televisive americane per evitare la lunga attesa del doppiaggio in lingua italiana. È quello che fanno i fansubber (dall’inglese “fan”, appassionato e “sub”, abbreviativo di “subtitle”, sottotitolo).
La maggior parte dei telefilm d’oltre oceano arrivano infatti in Europa solo dopo molti mesi: milioni di fan sono quindi costretti ad attendere se vogliono conoscere le vicissitudini dei protagonisti della serie che stanno seguendo.
Inoltre gli appassionati devono combattere contro il fenomeno spoiler (dall’inglese “to spoil”, rovinare) : c’è sempre infatti il rischio di scoprire prima i destini dei loro beniamini attraverso internet o per colpa dei suggerimenti (volontari o accidentali) di chi ha già visto le puntate del telefilm in madrelingua.
Ecco quindi che in loro soccorso sono arrivati i fansubber. Si tratta di giovani di età compresa tra i 17 e i 30 anni, anche loro appassionati di “Grey's Anatomy” (nella foto) o di “Dexter”, che conoscono alla perfezione l’inglese. Sono loro a tradurre gratuitamente i telefilm in lingua originale che si trovano su internet, sottotitolandoli in italiano.
«Sembra una cosa di poco conto – afferma Diana, fansubber da due anni - ma c’è tutto un meccanismo dietro la nostra attività. Bisogna assicurare almeno una traduzione a settimana e quando si è occupati bisogna avvisare in anticipo per farsi sostituire».
I portali internet che forniscono telefilm sottotitolati in italiano (detti “siti fansub”) hanno delle regole specifiche di traduzione e dei parametri da rispettare. Ad esempio “Itasa”, uno dei più famosi, impone ai propri traduttori di creare sottotitoli su due righe e non tre, con un numero massimo di caratteri e senza sovrapposizioni di battute tra i vari personaggi. Ogni fansubber deve creare sottotitoli per ogni battuta, rendendoli leggibili e sincronizzandoli con i dialoghi dei personaggi.
Tutto questo avviene attraverso una precisa divisione dei lavori: il sito fansub attribuisce a ogni serie tv un team di ragazzi, i quali hanno il compito di tradurre un preciso numero di battute a testa. La quantità di battute in una puntata varia in base alla serie televisiva: le più lunghe sono le serie “legal-medical” (storie di avvocati e medici): ogni puntata dura in genere un’ora o un’ora e mezza e il traduttore dovrà vedersela con più di 120 frasi.
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Per diventare fansubber bisogna sostenere un esame di inglese, se lo si supera, si entra nel “sistema” come “traduttore junior”. Successivamente c’è l’ingresso in uno o più team di traduzione controllato da un revisore. Esiste anche la figura della “riserva”: un traduttore che sostituisce un altro nell’eventualità che questi non possa garantire la sua collaborazione per qualche giorno.
Un lavoro a tutti gli effetti. Solo che i fansubber lo fanno in maniera gratuita, per passione e per esercitarsi con una lingua straniera. «Io aiuto chi si mette a nostra disposizione – spiega Diana -. Prima di diventare fansubber ero una fruitrice di telefilm tradotti. A un certo punto ho deciso di dare una mano».
Tradurre mi permette di esercitarmi con la lingua inglese», afferma Paolo, fansubber da qualche mese. E aggiunge: «Oggi il fenomeno si è allargato, molti appassionati desiderano sentire la voce degli attori in madrelingua e noi diamo loro la possibilità di capire, senza le storpiature che a volte provoca il doppiaggio in italiano».
Chiaramente l’industria televisiva si è messa in allarme. Alcuni produttori hanno velocizzato i tempi di distribuzione delle serie tradotte, per paura di perdere ascolti. Telefilm come “The walking dead” vengono trasmessi la domenica sera in America e il lunedì sera in Italia, anche se i fansubber arrivano sempre prima: forniscono i sottotitoli già dal lunedì all’ora di pranzo.
“The following” ci mette una settimana ad arrivare tradotta e doppiata in Europa, mentre i fansubber impiegano solo 24 ore. Loro si svegliano alle tre di mattina per garantire ai fan i sottotitoli la mattina successiva al giorno in cui la puntata è andata in onda negli Stat Uniti. Ai fansubber basta un computer, un dizionario e tanta passione: doppiatori, voi potreste fare di meglio.
