BARI – «Cantiamo brani di varie epoche e di differenti confessioni in russo, rumeno, inglese, francese, africano ed ebraico. È questo il modo più bello per conoscere le tante realtà religiose che ci circondano e capire che, nonostante le diversità, siamo tutti fratelli». Sono le parole di Carmela Lacriola, membro della Corale Ecumenica “Anna Sinigaglia” di Bari, che lo scorso 23 maggio ha festeggiato i 40 anni di attività con un concerto nella chiesa di Santa Scolastica al Porto. (Vedi video)
Il coro comprende quaranta cantanti di un’età compresa tra i 65 e i 78 anni e fa parte del Geb, il Gruppo Ecumenico di Bari. Quest’ultimo con eventi musicali, rassegne, incontri di catechesi e preghiera divulga i principi dell’ecumenismo: movimento che, superando le divisioni religiose, promuove la riconciliazione, la pace e l'unità di tutti le chiese cristiane (cattoliche, ortodosse, protestanti e anglicane).
Siamo quindi andati a conoscere la storia della Corale la cui sede e “sala prove” è la settecentesca cappella di Santa Colomba, sita nel complesso dell’ex tribunale militare di via San Francesco d’Assisi. (Vedi foto galleria)
Quando arriviamo quattordici membri del coro ci vengono incontro per raccontarci la vita del gruppo. «La principale e più antica comunità ecumenica europea è quella nata nel 1940 a Taizé, piccolissimo villaggio in Francia, per volere di padre Roger Schultz, detto frère Roger – ci spiegano ai piedi dell’altare maggiore -. Lui volle offrire un rifugio sicuro ai profughi in fuga dalla Seconda guerra mondiale, ponendo le basi per la riconciliazione tra i cristiani divisi e i popoli separati».
Padre Roger, assieme ad altri della confraternita, venne in visita a Bari nel 1978. Durante la sua permanenza furono organizzati alcuni incontri di preghiera nell’antica chiesa di Santa Scolastica al Porto, ai quali parteciparono anche molti abitanti di Bari Vecchia. «Eravamo tutti giovanissimi ma quell’evento ci colpì molto – ricorda Pasquale Belviso, uno dei cantanti –: decidemmo così di costituire la prima comunità ecumenica del capoluogo pugliese. E nel 1983 iniziammo anche l’attività musicale».
Ma è nel 1986 che nacque ufficialmente la Corale ecumenica, la prima in tutta Italia. «Fu la maestra di canto Anna Morimondo Sinigaglia a promuovere la sua creazione – ci racconta un altro membro, Mariarosaria Tedone -. L’attività prese vita nella Chiesa evangelica battista di Bari, sita in corso Sonnino, che era guidata da suo marito, il pastore Michele».
L’iniziativa fu fortemente supportata anche dall’arcivescovo Mariano Magrassi e da monsignor Angelo Romita, responsabile per la diocesi Bari-Bitonto dell’ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Obiettivo del progetto era riunire le differenti confessioni cristiane allo scopo di manifestare, attraverso la musica, l’aspirazione all’unità della chiesa, abbattendo le barriere della diffidenza tra i vari credenti.
Storie
Bari, la Corale ecumenica compie 40 anni: «Cantiamo per l'unità di tutte le confessioni cristiane»
«Prima tutte queste altre realtà religiose erano infatti viste di cattivo occhio dalla cittadinanza cattolica, soprattutto dai più anziani – ci rivela Carmela -. I nostri genitori ci dicevano persino di non avvicinarci alle sedi di queste chiese».
La corale riunì da subito la chiesa di Santa Scolastica al Porto, la Chiesa evangelica battista e la Chiesa cristiana di Cristo di via Egnazia.
«A queste si aggiunsero la chiesa ortodossa rumena, quella Avventista del settimo giorno, la comunità copta e quella luterana – sottolinea Mariarosaria -. Attualmente siamo 40 coristi, ma la comunità è ancor più numerosa. E attenzione: non facciamo solo musica corale ma a volte ci facciamo accompagnare anche da organo, archi, mandolino, percussioni e strumenti etnici».
Negli anni seguenti alla fondazione il coro crebbe e si specializzò musicalmente grazie all’arrivo del maestro Bepi Speranza e del soprano Mariella Gernone che, dal 1994, ne presero la direzione.
Da allora l’ensemble gira per l’Italia e l’Europa. «Tra le prime date da ricordare ci sono quella del 1997 a Graz, in Austria, per il Convegno Ecumenico Europeo e a Trieste nella chiesa serbo-ortodossa di San Spiridione – sottolinea Pasquale -. Nel 2000 siamo stati invece a Taizè, dove ogni anno si riuniscono tantissimi giovani provenienti da tutta Europa per promuovere l’ecumenismo».
Proprio in uno di questi incontri, nel 2005, il fondatore della comunità padre Roger fu brutalmente accoltellato e ucciso da una donna rumena con problemi di salute mentale.
Nel settembre 2017, in occasione dei 500 anni della riforma protestante di Martin Lutero, la corale si esibì in un concerto commemorativo nella Basilica di San Nicola di Bari, con l’esecuzione di brani composti da Johann Sebastian Bach.
Sempre nel capoluogo pugliese, nel luglio 2018, assieme ad altri cori diocesani, i baresi animarono la celebrazione presieduta da papa Francesco e dai responsabili delle chiese cristiane mediorientali. E poi indimenticabile fu il concerto del 2019 tenuto nella basilica di San Francesco ad Assisi per la rassegna di musica sacra Pax Mundi.
Tra i brani in repertorio troviamo l’africano e trascinante Siyahamba, l’Inno dei Cherubini (tra i più importanti cori della liturgia ortodossa), Song a Piece (spesso cantanto dai protestanti) e l’italianissimo Canto di Gloria di Nino Rota.
«Nonostante le nostre numerose attività, ancora oggi molti baresi non sanno cos’è l’ecumenismo e non conoscono la nostra corale – conclude Pasquale -. Noi però, anche se ormai siamo tutti anziani, continuiamo a portare avanti i principi che 40 anni fa ci hanno riunito in questa comunità, divenuta per noi una seconda famiglia».
(Vedi galleria fotografica)
Nel video il brano "Siyahamba" eseguito dalla Corale il 23 maggio nella chiesa di Santa Scolastica al porto: