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Caserma dei carabinieri, un disastro: mancanza di privacy e rischio sfratto
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Caserma dei carabinieri, un disastro: mancanza di privacy e rischio sfratto

di  Mercoledì 13 marzo 2013 2 min Letto 4.062 volte
BARI - Sistemazione scomoda per i carabinieri del comando Bari-Picone, costretti a svolgere la loro attività in un appartamento che non rispetta i parametri necessari per tutelare la privacy dei cittadini che richiedono il loro servizio. Ciliegina sulla torta: uno sfratto imminente a cui trovar rimedio.

La caserma si trova al primo piano del civico numero 5 di via Campione e, non appena si varca il suo ingresso, il disagio in cui versano gli agenti è immediatamente percepibile. Un corridoio lungo pochi metri con qualche sedia per far accomodare il pubblico e una porta chiusa a chiave con su affissa la scritta "sala d'attesa" da parecchio non agibile.

Ecco cosa precede la stanza in cui operano i carabinieri, quella dove si accomodano coloro che sporgono denuncia o, nei casi più gravi, dove sostano i criminali prima di esser accompagnati in prigione. Non essendoci la sala d’attesa, chi entra nell’appartamento può assistere in diretta anche agli interrogatori.

«Sono qui per denunciare un furto che ho subito- dichiara una signora in attesa del suo turno -  e non è normale che non ci sia una sala d’attesa: chi sta nel corridoio può sentire tutto ciò che il denunciante dichiara ai carabinieri. Il diritto alla privacy qui sembra essere un optional».

«Nulla è a norma nel presidio di via Campione - afferma Fabio Romito, consigliere della circoscrizione Picone-Poggiofranco- . Il server del comando è nella ex sala d'attesa, per questo motivo la stanza è stata chiusa. Per non parlare delle centraline elettriche, che si trovano in alto, alle spalle della postazione dove l'appuntato fa le denunce: non è quello che prevede la legge».

Ma non è tutto. I carabinieri si trovano a fare i conti con un secondo inconveniente.

«Quella caserma corre anche il rischio di essere chiusa perchè sotto sfratto – spiega Romito-. L'appartamento che occupano è di un privato cittadino che ne vuole disporre: di conseguenza sta sfrattando l'arma dei Carabinieri, che dovrebbe esser traferita lontana, al San Paolo, dove c'è la sede operativa logistica. Il Comune – denuncia il consigliere - non sta riuscendo a trovare una soluzione idonea per garantire il proseguo del servizio di pubblica sicurezza sul territorio di Picone-Poggiofranco. Se dovesse andar via l'unico presidio di sicurezza del quartiere, sarebbe una sciagura».
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