BARI –Prendere il tè al posto del caffè? In Italia, sembra incredibile, ma si può. La più tipica delle bevande del nostro Paese, consumata a colpi di migliaia di tazzine dal Trentino alla Sicilia, sta infatti perdendo “sostenitori” a discapito della bevanda asiatica amata in Inghilterra.
A Bari hanno aperto negli ultimi tempi già due “tea house” (nella foto), boutique dove è possibile acquistare ogni varietà di tisane e infusi esistenti sul globo.
«È vero, anche in Italia sta crescendo in maniera esponenziale il numero di persone che scopre il piacere del tè – dichiara Michele, counselor nel nuovo negozio di tè aperto nel quartiere Picone. – Qui viene gente che va dai venti ai sessant’anni d’età, con un picco tra i 35enni e i 45enni. Ed è un pubblico soprattutto femminile, perché le donne sono più attente ai vantaggi degli antiossidanti, che rallenterebbero l’invecchiamento della pelle».
«Il tè non pesa sullo stomaco – conferma la studentessa Diana - cosa a volte avviene con il caffè. Questa bevanda ha una miriade di effetti positivi e mi aiuta a seguire una dieta sana». «Io bevo spesso tè rosso prima di andare a correre, oltre che per fare una pausa dallo studio – sottolinea Stefania -. Ha un effetto energizzante e mi aiuta a trovare la giusta carica per fare sport. Ho sempre consigliato il tè a tutte le mie amiche e anche loro hanno notato la differenza con il caffè».
La spiegazione “scientifica” dei presunti effetti benefici del tè, la fornisce Andrea, proprietario del tea house di Bari vecchia. «Il tè e il caffè – spiega il negoziante - contengono entrambi caffeina e teina, ma sono presenti in quantità decisamente maggiori nel caffè: una tazzina di espresso contiene tanta teina quanto sei tazze di tè. Ma mentre nel caffè l’alcaloide provoca prima un picco di energia e poi un rapido senso di spossatezza, nel tè l’effetto eccitante è più graduale, data la presenza più diluita della sostanza all’interno della pianta dalla quale si estraggono le foglie per l’infuso».
Storie
Addio alle vecchie abitudini: il tθ sta prendendo il posto del caffθ
Le tipologie di tè sono tantissime. Si va da quello bianco (con più basso contenuto di teina), al verde, fino ad arrivare al più forte: il tè nero. Un’altra tipologia è rappresentata dalla bevanda detta impropriamente “tè rosso”: il rooibos, un infuso che non contiene caffeina.
«A Bari vanno per la maggiore i tè fruttati, come quello al gelsomino – sottolinea Andrea – . Questo perché spesso si sbagliano i tempi di infusione del tè classico. Se lo si lascia “in cottura” troppo (più di due minuti), la bevanda mantiene le sue proprietà, ma diventa amaro. E in molti per evitare questo inconveniente si rifugiano negli infusi dolci e fruttati».
Il tè poi ha un aspetto “new age” che è forse la sua forza. Se la pausa caffè è in genere vissuta come un break veloce, che si consuma in qualche minuto davanti al bancone di un bar, chi assume tè, come afferma Diana, lo fa «per staccare la spina e ritagliarsi un po’ di tempo per se stessi». Un piccolo rituale insomma.
Allora? Il nostro futuro risiede nel tè? Forse no. Una speranza per la salvaguardia dell’”italianità” viene da Giulia, una “pentita” del tè. «Dopo una dieta che mi ha imposto vari infusi – racconta la studentessa - ho ripreso a prendere l’espresso. Il caffè è più veloce e più “occidentale”». Viva l’Italia.