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Bari, i negozi che vendono animali: «Norme giuste ma stringenti, siamo rimasti in pochi»
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Bari, i negozi che vendono animali: «Norme giuste ma stringenti, siamo rimasti in pochi»

di  Giovedì 18 maggio 2023 5 min Letto 7.936 volte
BARI – Ci sono amorevoli conigli, pappagalli chiacchieroni, svelti porcellini d’India, ma anche criceti, pesci rossi, tartarughe e canarini. Ecco gli abitanti dei negozi di animali: esercizi commerciali che, nonostante la grande richiesta di amici a due o a quattro zampe, si contano in realtà sulle dita di una mano.

Un paradosso che nasce dalle grosse difficoltà legate alla gestione di queste attività: i locali in questione devono infatti certificare ogni specie, rispondere a determinate condizioni igieniche e precisi spazi interni, oltre a essere dotati di gabbie proporzionate agli esemplari in vendita.

Così sono in pochi coloro che decidono di investire in negozi del genere, limitandosi spesso al solo smercio di cibo e accessori. D’altronde chi desidera un animale può comunque rivolgersi agli allevamenti e in alcuni casi anche alle fiere e al mercato online. 

Detto ciò, c’è chi continua a “resistere”, proponendo a clienti di ogni età pelose bestioline. A Bari sono presenti cinque esercizi in cui è possibile acquistare animali, anche se soltanto uno ha voluto incontrarci per raccontare questo particolare mondo. Si tratta di “Gli amici di Cioppy”, situato in via Quintino Sella, quasi ad angolo con via Piccinni. Siamo andati a trovarlo (vedi foto galleria).

Una volta entrati nel colorato locale, tra dispenser di mangime per roditori  e scaffali con scatolette e croccantini, facciamo la conoscenza del titolare: il 28enne Francesco Montrone, che ci spiega di aver aperto l’attività nel 2018, spinto dal suo amore per i pappagallini.

«Ho un debole per loro, da svariato tempo – afferma -. A 16 anni comprai infatti Cioppy, che in men che non si dica mi fece appassionare a questi straordinari volatili. Il nostro rapporto in realtà non durò a lungo, visto che un giorno lui volò via dalla finestra, però io non mi demoralizzai e ne presi subito un secondo, a cui si aggiunsero successivamente altri compagni. E insomma nel giro di due anni mi specializzai così tanto nella cura dei pappagalli da creare un vero e proprio allevamento. Contava di 150 esemplari. Ma si trattava di un luogo che non rispettava alcune leggi, così decisi di mettermi in regola aprendo un negozio, che ho chiamato “Gli Amici di Cioppy”, in onore del mio primo amore».

L’esercizio commerciale è in effetti il regno dei pappagalli, che fanno da “sottofondo musicale” mentre parliamo.
Tra un volatile giallo della specie “inseparabile” e una calopsitta grigia e bianca, a colpire la nostra attenzione è un uccello che “chiacchiera” in una gabbietta posta in alto, lì dove una scritta evidenzia che si tratta di un “esemplare non in vendita”. All’interno c’è Blu, il cui nome rimanda appunto al suo colore.

«È la mia mascotte – ci dice Francesco prendendo tra le mani l’amico, che ne approfitta per regalargli qualche “bacio” con il becco –. Il suo vecchio proprietario lo abbandonò in una gabbietta accanto a un bidone. Così lo presi in cura io e da allora è qui con me».

Ci facciamo ora un giro nel negozio, incontrando criceti, ratti, tartarughe, pesci rossi e conigli, questi ultimi tra gli animali più richiesti, in quanto dolci e amichevoli e sicuramente meno impegnativi dei cani (che qui si possono prendere solo su ordinazione). Francesco ci mostra un soffice esemplare bianco della simpatica razza “testa di leone”, che subito dopo si fionda a giocare con i suoi coinquilini: due velocissimi porcellini d’India.

«Molti rivenditori, soprattutto durante le fiere, spacciano i conigli appena nati per “nani”, garantendo che resteranno sempre piccoli – avverte Francesco –. La verità è che invece hanno pochi giorni di vita e non sono nelle condizioni di separarsi dalla madre. Per questo muoiono presto, lasciando un trauma nei bambini. Questo è solo un esempio, ma fa capire come il mondo della vendita di animali sia pieno di persone senza scrupoli».

D’altronde il giovane sottolinea quanto sia difficile gestire un esercizio commerciale rispettando tutte le leggi previste. «È necessario garantire determinate condizioni igieniche ed è obbligatorio che ogni ospite abbia i suoi spazi – spiega Montrone -. Lo stesso mantenimento dell’animale è faticoso, visto l’elevato costo di mangimi, vitamine, cure e lettiere. E poi c’è tutta la parte della documentazione da consegnare ad Asl e Comune per ciascun esemplare in vendita: dalle descrizioni alla provenienza e tracciabilità. D'altronde si tratta di legge giuste, necessarie per garantire il benessere degli animali e la qualità ai clienti».

Norme stringenti quindi, previste per evitare, ad esempio, che ci siano negozi che propongano animali la cui vendita è illegale (anni fa ne scovammo uno in cui si potevano comprare scimmie).

«Tutto ciò però comporta che siano in pochi a decidere di aprire negozi come il mio – spiega il titolare -. Molti preferiscono allevare in casa o nelle proprietà private o vendere online. In quei casi i controlli sono meno pressanti, ma ci sono anche meno garanzie per chi acquista».

Francesco però non demorde. «Con il tempo ho guadagnato la fiducia dei miei clienti, puntando soprattutto sull’assistenza – conclude il giovane –. Possono rivolgersi a me per qualsiasi problema: addirittura mi lasciano gli animali quando partono in viaggio, perché sanno che nei confronti dei loro amici ci metterò pazienza, dedizione e amore».

(Vedi galleria fotografica)
 
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