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Wonderadio, a Terlizzi l'emittente che dΰ voce ai ciechi: «Diamo la nostra visione del mondo»
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Wonderadio, a Terlizzi l'emittente che dΰ voce ai ciechi: «Diamo la nostra visione del mondo»

di  Giovedì 19 gennaio 2023 5 min Letto 4.529 volte
TERLIZZI – Che cosa c’entra Steve Wonder con Terlizzi? Un legame esiste, è tutto musicale e mette al centro un gruppo di ragazzi non vedenti e ipovedenti che formano il fulcro di “Wonderadio”, emittente radiofonica che dal 2017 riesce, con successo, a dar voce alla disabilità.

Siamo andati a trovare lo staff della web radio (che conta una ventina di persone) nello studio ospitato all’interno del “Mat-Laboratorio Urbano”, centro di aggregazione che promuove iniziative di inclusione sociale negli edifici del vecchio macello comunale. (Vedi foto galleria)

Attraversiamo così il cortile dell’ex mattatoio per entrare in una colorata stanza con le pareti tappezzate da pannelli insonorizzanti. La radio non richiede strumentazioni troppo complesse: qui sono sufficienti un doppio microfono montato su un tavolino centrale, un computer collegato a un mixer nell’angolo a destra e varie cuffie a disposizione. I podcast dei programmi sono caricati sulle piattaforme Spreaker e Spotify oltre che sul sito internet dell’emittente.

È Annalisa Albanese, una delle fondatrici, a raccontarci la storia di Wonderadio.

«Cinque anni fa a un mio amico, Marco, poco più che 30enne, fu diagnosticata una patologia che nel giro di pochi mesi l’avrebbe portato a perdere del tutto la vista – ci dice la giovane –. Per accompagnarlo in quella fase così difficile della sua vita proposi di fondare una radio: il mezzo ideale per dare voce a chi è affetto da cecità, visto che permette di esprimersi e di comunicare utilizzando solo il suono».

Annalisa e Marco decisero quindi di coinvolgere altri tre amici, tutti sui 32-35 anni: Gianpaolo Altamura, Serena De Candia e Nino de Lucia. «Da studentessa avevo collaborato con un’emittente all’Università di Lecce, quindi conoscevo già gli strumenti e le tecniche da utilizzare – continua l’ideatrice –. Insieme partecipammo al bando della Regione Puglia “Pin – Progetti Innovativi”, volto a sostenere start-up. E una volta aggiudicatoci il finanziamento, costituimmo l’associazione Wonderadio».  

La scelta del nome non fu casuale: i quattro pensarono subito a Steve Wonder, cantante e polistrumentista cieco divenuto un simbolo per tutti i disabili che vogliono superare le proprie difficoltà attraverso la musica.

Il 16 agosto 2018, in una stanzetta di via Pasquale Fiore, iniziarono così le trasmissioni della nuova web radio, che presto cominciò a collaborare anche con il Mat-Laboratorio Urbano. La cooperazione tra le due realtà culminò il 1° dicembre 2019 con il Disability Pride, un corteo che festosamente colorò le strade di Terlizzi per affermare i diritti dei disabili e al quale parteciparono scuole, associazioni del territorio e semplici cittadini.

«Nel frattempo riuscimmo a coinvolgere sempre più persone – sottolinea Annalisa - e capimmo che la piccola redazione sulla trafficata via Fiore era diventata troppo stretta. Nell’estate 2020 ci trasferimmo quindi proprio nei locali del Mat. Oggi la nostra attività segue due direttrici principali: le trasmissioni della radio e il sostegno alla disabilità. Per questo, la caratteristica principale di Wonderadio è che gli autori, i tecnici e i conduttori sono principalmente non vedenti o ipovedenti, coadiuvati comunque da un gruppo di normovedenti».

I programmi raccontano il mondo dalla prospettiva dei ciechi. «Forse proprio questo limite dà ai nostri ragazzi la possibilità di superare qualsiasi timore quando incontrano il microfono – sottolinea Gianpaolo Altamura, altro fondatore -. La sfrontatezza, la passione, una certa capacità di “fregarsene” dell’imbarazzo, permette infatti loro di condividere la propria visione peculiare dei vari argomenti: una percezione della realtà che a noi normovedenti di certo sfuggirebbe».

Sono nate così negli anni trasmissioni quali “Dindondero” (pensato apposta per i bambini) e “Talk talk”, un viaggio alla scoperta delle diverse presenze culturali del territorio. Ma anche “Awand a Queer”, che giocando sull’espressione dialettale auànd a chidd affronta il tema dell’identità di genere o “Spaghetti alla chitarra”, che racconta la cucina attraverso sapori e odori.

Ma a farla da padrone ci sono sempre la musica e l’ironia. Le sorelle Federica e Pia Paradiso, di 23 e 25 anni, hanno ciascuna un programma tutto loro che, attraverso il canto, permette di sconfiggere paure e insicurezze. «Facendo radio vedo con il cuore ciò che non posso vedere con gli occhi», assicura Federica.

Il valore “terapeutico” del microfono è confermato anche da Michele, 45 anni. Lui ha scelto un mezzo diverso per esprimersi: una comicità sferzante con cui sbeffeggia simpaticamente i fatti quotidiani, assieme a Mauro e Gaetano, altri maestri di humor.

Il bello è che Wonderadio è senza fini di lucro, non ha bisogno di pubblicità e si finanzia solo con le risorse dei soci, con i proventi del tesseramento annuale all’associazione e con i fondi di eventuali bandi pubblici a cui partecipa. Ma questo non le ha impedito di farsi conoscere in tutta la Puglia e anche al di fuori dei confini nazionali. «Sappiamo per certo che ci seguono dalla Germania, dall’Inghilterra e addirittura in Argentina», rivendica lo staff della radio.

Creatività, ricerca artistica, attenzione alla particolare realtà dei non vedenti. «Con questo mix i nostri ragazzi riescono a trasformarsi da semplici consumatori di prodotti radiofonici a produttori di contenuti – riassume Paolo Carbonara, l’esperto di musica di Wonderadio -. Il tutto con la certezza di portare agli ascoltatori il racconto del mondo visto dalla particolare prospettiva di chi non può guardarlo con gli occhi».

(Vedi galleria fotografica)
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