Notizie
La storia della scuola pi๙ antica di Bari: il "Cirillo", simbolo del quartiere San Pasquale
Storie

La storia della scuola pi๙ antica di Bari: il "Cirillo", simbolo del quartiere San Pasquale

di  Giovedì 24 novembre 2022 3 min Letto 22.503 volte
foto di Francesco De Leo
BARI – Rappresenta la più antica tra le scuole esistenti a Bari, fondata com’è nel 1769 con decreto regio di Fernando IV di Borbone. Parliamo del secolare “Cirillo”, ex convitto situato nella via omonima del quartiere San Pasquale dove fino a qualche anno fa oltre a studiare si poteva anche mangiare, alloggiare e dormire. Oggi invece nell’istituto, un tempo privato, è possibile solo pranzare e svolgere i compiti assegnati al mattino con i docenti.

Abbiamo ripercorso la storia di questa istituzione cittadina, che ora ospita classi di scuola primaria e media e anche licei a indirizzo classico, linguistico, scientifico e musicale. (Vedi foto galleria)

Il Cirillo nacque nel 1769 dall’idea di un gruppo di Gesuiti che, dopo aver istituito delle Regie Scuole in tutto il Sud ritennero necessaria anche la creazione di un “Nazionale Regio Liceo Convitto”. La scuola, che cominciò a funzionare ufficialmente nel 1771, adottò come sede un edificio di piazza San Pietro nella città vecchia dove, nonostante qualche spostamento, vi rimase sino al 1887, anno in cui venne trasferito negli attuali locali dell’Ateneo barese.

Dopo varie chiusure e peregrinaggi, l’istituto (che nel 1865 era stato nel frattempo intitolato Convitto Nazionale Domenico Cirillo, dal nome del medico e patriota italiano) si spostò all'inizio degli anni 30 in corso Vittorio Veneto e qui dopo poco tempo si divise di fatto in due. Nello stabile del Libertà presero posto le classi che andarono a formare il ginnasio e liceo classico pubblico “Orazio Flacco” (ancora lì presente), mentre il convitto privato trovò sede in un nuovo complesso del rione San Pasquale (dotato di cappella privata, teatro e biblioteca) completato nel 1936.

Quartiere nel quale, sull’omonima via Cirillo, si trova ancora oggi, preceduto da una piazzetta ristrutturata da qualche anno.

Il monumentale istituto, divenuto un simbolo del rione, si presenta solerte e austero, con la facciata che alterna un color rosso mattone e sprazzi di bianco, con grandi finestre poste in ordine rigoroso. «L’edificio – spiega l’architetto Simone De Bartolo - fu ideato dall’ingegner Alberto Bevilacqua Lazise secondo lo stile del Rinascimento Romano. La facciata in particolare presenta un portale inquadrato da due colonne tuscaniche, sul modello del Vignola (architetto d’epoca manierista) e di Villa Borghese a Roma».

Innanzi al portone centrale si era soliti fare le foto di gruppo, come testimonia uno scatto risalente agli anni 60, con diverse classi disposte con i rispettivi insegnanti e con l’immancabile presenza del rettore del tempo.

Ciò che mostra anche una foto del 72enne Nico Velluso, alunno della prima elementare nell’anno scolastico 1955-1956. Nell’immagine notiamo il gruppo composto da oltre 30 alunni, assieme all’insegnante e al rettore. Alle loro spalle si scorge il torrino della scomparsa Villa Camomilla, una delle numerose dimore liberty abbattute nel Dopoguerra, al cui posto è stato realizzato un giardinetto che ne ha preso il nome all’incrocio tra via Maria Cristina di Savoia e via Pisacane.

«Inizialmente il convitto era aperto esclusivamente ai maschi, solo dalla fine degli anni 70 venne estesa la possibilità di iscriversi anche alle ragazze - ricorda Nico -. I ragazzi che decidevano di rimanere a mangiare e dormire indossavano una divisa grigio-azzurra e dovevano sottostare a rigidi orari. Molti di loro provenivano dalla provincia barese, ma alcuni giungevano persino da altre regioni e tornavano a casa solo per le festività comandate. I convittori avevano un’ala dedicata, con aule studio e dormitori».

Oggi come detto l’ex convitto non è più privato (si paga solo il pranzo), in più è ubicato in un quartiere che nel tempo è stato un po’ abbandonato a se stesso. «Eppure nell’immaginario collettivo il Cirillo rimane la scuola “d’élite” per eccellenza – conclude Nico –, quella che ai miei tempi ben pochi baresi si potevano permettere».

(Vedi galleria fotografica)
Condividi Facebook WhatsApp Telegram Copiato!
Scritto da