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Bari, «no gruppi, no tavolate, no stress»: nel rione Carrassi c'è un bar che rifiuta le comitive
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Bari, «no gruppi, no tavolate, no stress»: nel rione Carrassi c'è un bar che rifiuta le comitive

di  Giovedì 22 settembre 2022 3 min Letto 40.735 volte
BARI - «No gruppi, no tavolate, no stress». Recita così l’inusuale divieto posto all’ingresso del cocktail bar “Pulp, la libreria dei cuori infranti”, ubicato nel quartiere Carrassi di Bari. Il locale, inaugurato nel dicembre 2021, ha posto infatti un limite molto rigido ai clienti, visto che permette l’accesso solo a insiemi di 2-3 persone, rifiutando categoricamente le comitive numerose. Le più elementari leggi di mercato paiono non interessare al suo proprietario, il quale ha deciso di mettere al centro della propria attività esclusivamente la “rilassatezza e l’intimità”. (Vedi foto galleria)

Il pub si trova in via Pasquale Fiore, accanto alla sede della storica officina di biciclette “Aceto”. Qui, al civico 22, sotto l’insegna nera su cui è riportato il nome dell’esercizio, si aprono tre vetrate dalle quali, dietro le tende rosse, si intravedono rampicanti fili di lucine dorate che si attorcigliano ad antichi libri e piccole lampade. Ma ad attrarre la nostra attenzione è il cartello posto all’entrata con l’avviso «no gruppi, no tavolate, no stress», seguito da un altro che riporta la frase «ricordate che venite qui per rilassarvi e non per rompere il cazzo».

Attratti da questi curiosi avvertimenti decidiamo di entrare. Ad accoglierci è il titolare, il 52enne Lele, che ci indica subito una scritta sulla parete che recita: «Attenti al padrone, è pazzo».

«Ogni tanto in effetti ho dei momenti di “sclero” – ammette il proprietario –, perché ci sono alcune cose che proprio non sopporto, come il rumore, gli schiamazzi, l’invadenza. È per questo che due anni fa ho deciso di vendere i bar che avevo nella caotica Bari Vecchia, per aprire qui, nella più tranquilla Carrassi».

Ci guardiamo intorno. È impossibile non notare come entrambe le sale del Pulp siano occupate da tavolini piccoli e tondi circondati con al massimo tre sedute, che siano esse poltroncine o sgabelli.

«Non è un posto per comitive – sottolinea Lele –: ho fatto in modo che sia impossibile per i gruppi numerosi sistemarsi qui. Al limite posso aggiungere una sedia. Ovviamente c’è il divieto assoluto di unire i tavoli, visto che per me già sei persone insieme creano confusione, oltre al fatto che questa è come casa mia e nella mia abitazione non vorrei mai che si spostassero sedie, mobili e oggetti. In più non sopporto chi beve seduto gomito a gomito senza avere il proprio spazio per muoversi. Per me il distanziamento sociale esisteva ancor prima della pandemia».

Chi frequenta allora il coktail bar? «Piccoli gruppi di amici di solito di età superiore ai 30 anni e soprattutto coppie – afferma il misantropo titolare -. L’atmosfera del resto concilia il romanticismo, tra libri sistemati ovunque, lucine e il rosso come colore predominante. A chi non ama la tranquillità il mio locale nemmeno piace».

Così facendo però Lele rinuncia a “soldi facili”. «Il tutto viene comunque compensato dai prezzi più alti proposti nel mio locale – afferma il 52enne –. Euro che gli avventori sono ben contenti di spendere visto che qui trovano tanta qualità: vini pregiati, drink particolari e  distillati provenienti da tutto il mondo».

Prima di andarcene chiediamo al “padrone” se gli è mai capitato di dover accompagnare all’uscita qualche avventore. «Certo – ci risponde –: è avvenuto più di una volta di dover letteralmente cacciare gruppi di ragazzi che insistevano per accomodarsi all’interno. Ne è venuta fuori qualche discussione, ma ho tenuto duro: non mi sono mai piegato e mai mi piegherò al “rumoroso potere” delle comitive».

(Vedi galleria fotografica)
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I commenti (2)
Giambattista Bello
Aaaaah ecco dove è finito il mitico Lele, inventore di pub unici e tutti di successo. Ricordo ancora "La ciclatera" da lui fondata e poi passata in altre mani (pure eccellenti). E' interessante notare che dei 142 commenti, il 65% circa assegna 5 stelle, il 30% 1 sola stella, il resto 10% (o anche meno) altri voti. Questa distribuzione nettamente bipolare dei voti ci dice molto: o ti piace o non ti piace, senza vie di mezzo; ai più piace. Complimenti a Gaia Agnelli per la sua consueta bravura. Giambattista
Anna Marotta
Bell'articolo!!! Comunque il quartiere è San Pasquale.