BARI – «Non c’è da meravigliarsi: il loro habitat naturale è sempre più ridotto e il cibo in campagna sta cominciando a scarseggiare». Parole del veterinario barese Flavio Pesce, esperto di animali selvatici che abbiamo interpellato dopo essere stati protagonisti di un particolare avvistamento: quello di una volpe, che circolava indisturbata nel quartiere Poggiofranco di Bari (nella foto).
L’inaspettato incontro è avvenuto martedì scorso attorno alle 22, nei pressi dell’incrocio tra via Orfeo Mazzitelli e via Domenico Cotugno: una zona tutt’altro che rurale, caratterizzata da alti e moderni edifici finiti di realizzare alla fine del 2014.
La volpe stava percorrendo tranquillamente la pista ciclabile quando abbiamo provato ad avvicinarla. Non si è però spaventata né intimidita, limitandosi a mantenere una certa distanza, per poi muoversi apparentemente senza meta fra cespugli, marciapiedi e strada asfaltata. Infine si è dileguata verso la vicina campagna. (Vedi video)
Ma che ci fa un animale selvatico, di solito cauto e diffidente, tra i palazzi di Bari? «Questi mammiferi popolano un gran numero di habitat: praterie, boschi, foreste, montagne, ma anche zone agricole urbanizzate – ci spiega Pesce –. Il fatto che vengano a procacciarsi cibo in città è dovuto al fatto che il loro ecosistema è messo a repentaglio dall’espansione dei centri urbani».
Già, perché la nostra piccola “amica” cercava a Poggiofranco solo qualcosa da mangiare. «Gli spazi in cui cacciare e vivere sono sempre più ridotti, di conseguenza gli animali giungono da noi per spirito di sopravvivenza – prosegue l’esperto –. Accade con falchi, gabbiani, fenicotteri, ma anche con i lupi e cinghiali».
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Bari, una volpe tra i palazzi di Poggiofranco: «In cerca del cibo che in campagna scarseggia»
La tappa prediletta delle volpi sono i cassonetti. «In quanto canidi, rovistano nel pattume seguendo il fiuto – dice l’esperto –. Per giunta sono onnivori: amano molto la frutta ma mangiano anche bacche e uova, grossi insetti, piccoli uccelli, mammiferi, galline, persino carogne».
Ma da dove sarà arrivato il quadrupede? «Probabilmente da una lama a fitta vegetazione, ad esempio Lama Picone – ipotizza l’esperto naturalista Anthony Green –. Dalle immagini sembra d’altronde un soggetto giovane, forse di sei mesi, in ottime condizioni e con il pelo folto. Le piccole volpi vanno infatti alla ricerca di nuovi territori non appena raggiungono l’autonomia».
Secondo Green, Bari sarebbe un approdo naturale per il mammifero: «Ci sono nuovi cibi dai fantastici odori, senza contare il clima più mite in inverno e una minore presenza di pesticidi e agenti chimici rispetto all’odierna campagna».
Parole che non rappresentano per noi una novità assoluta. Vi abbiamo infatti già parlato della migrazione nel capoluogo pugliese di uccelli selvatici come gheppi, ghiandaie e barbagianni, che tendono sempre più ad abbandonare le campagne inquinate e fredde.
Resta da capire come mai l’animale non sia apparso intimorito dalla nostra presenza. «Può aver capito che l’uomo non è pericoloso – risponde Anthony – o, per via della tenera età, è possibile che non abbia ancora avuto esperienze negative con i cittadini. Certamente dopo il primo spavento apparirà meno tranquillo, soprattutto se dovesse incontrare nel suo percorso delle auto».
Tutto questo nella speranza che non faccia la fine di Ninett, investita da una macchina a Poggiorsini, paese che la aveva accolta facendo di lei la sua mascotte.
Nel video, il nostro incontro con la volpe a Poggiofranco:
