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Randagi: in Puglia situazione al limite, ma a Giovinazzo c'θ un'isola felice
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Randagi: in Puglia situazione al limite, ma a Giovinazzo c'θ un'isola felice

di  Martedì 12 febbraio 2013 3 min Letto 8.889 volte
GIOVINAZZO - La situazione dei canili in Puglia offre scenari disastrosi: 360 strutture tra abusive e regolari, spesso canili-lager in cui gli animali vengono ammassati oltre ogni limite, stipati in box di cemento. Aree adibite alla loro tutela, che però registrano sospetti picchi di mortalità dei cani. La Puglia è anche la regione italiana con più cani randagi: secondo una stima più di 90.000.

Eppure, in questo panorama desolante, capita di incontrare luoghi in cui cani maltrattati o abbandonati da padroni senza scrupoli, trovano finalmente un po’ di serenità: è il caso, ad esempio, del rifugio gestito dalla Lega per la protezione del cane di Giovinazzo.

Daniela, Marilena, Marinella e Silvia (nella foto) sono alcune delle volontarie impegnate nella cura e nell’assistenza degli ospiti del rifugio, collocato nelle campagne del comune a nord di Bari. Gli angeli custodi di questi sfortunati animali sono in tutto una decina, quasi tutte ragazze. Il ricovero esiste dal 2008, da quando Daniela Volpicella è entrata a far parte della Lega nazionale per la difesa del cane.

Il posto è pulito e gli animali sembrano sereni (vedi foto galleria). «I nostri cani sono tutti sotto controllo – afferma con fierezza Daniela -. Noi li curiamo, li vacciniamo e, dove è possibile, li reinseriamo sul territorio, come prescrive la normativa regionale. Ma non per tutti è possibile. I cani che si trovano in giro, sono animali abbandonati e di solito li si lascia per strada  proprio perché hanno dei problemi di salute o perché sono troppo vecchi».

Per Daniela, il buon funzionamento della struttura che gestisce deriva dal numero abbastanza contenuto degli animali ospitati (appena 25), ma è anche dovuto all’assenza di interessi economici. Tutto qui è su base volontaria: non ci sono rimborsi prestabiliti,  come la legge prescrive per i canili (due euro per ogni cane).

Grazie agli accordi con il Comune, alla Lega del cane di Giovinazzo viene comunque destinato un budget di circa 1500 euro a bimestre. «È un ottimo aiuto – sottolinea Daniela - ma non è sufficiente a coprire tutte le necessità che i cani hanno. Ti basta una minima emergenza e hai già superato la somma a tua disposizione. Ci è capitato a volte di operare cani investiti e di pagare 1000/1500 euro per l’intervento chirurgico. E poi i farmaci: c’è un medicinale, ad esempio, che costa 140euro a flacone e solitamente uno solo non basta».

Così, nel bilancio dello scorso anno, si scopre che le uscite sono state di circa 15mila euro. Questo gruppo di volontari si aiuta allora con campagne di promozione, adozioni a distanza, contributi volontari e gadget.

Ma i problemi non sono solo economici. Daniela ci confida che la sua speranza è sempre quella che i cani trovino un padrone attraverso l’istituto dell’adozione. Ma qui il quadro si fa desolante. «Purtroppo –ci dice – nella maggior parte dei casi i cani dati in adozione alle famiglie vengono restituiti, spesso con le scuse più stupide e malgrado i nostri controlli siano rigorosissimi».

Non resta che augurarsi che la “cultura del cane” si evolva, soprattutto qui al Sud. Confidiamo però nell’effetto positivo dell’ultima moda dei nostri politici: farsi fotografare con un cane. Chissà che le prossime elezioni non portino un po’ di fortuna agli animali pugliesi.

Per informazioni sul rifugio per cani di Giovinazzo: /www.facebook.com/lega.canegiovinazzo?ref=ts&fref=ts
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