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Bari, il mercatino dell'usato di via Bruno Buozzi: «Vendiamo ciς di cui la gente si disfa»
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Bari, il mercatino dell'usato di via Bruno Buozzi: «Vendiamo ciς di cui la gente si disfa»

di  Venerdì 23 aprile 2021 4 min Letto 48.353 volte
foto di Valentina Rosati
BARI – Luminarie, specchiere, vecchie radio, ma anche statuette, bomboniere, bottiglie di vino d’annata e sedie in paglia. Sono solo alcuni delle migliaia di oggetti che è possibile scovare all’interno dell’incredibile “Mercatino dell’usato” di via Bruno Buozzi di Bari, un posto dove si trova davvero di tutto a prezzi bassissimi.

Manufatti che arrivano da attività che chiudono, ma anche da persone che vogliono disfarsene perché li ritengono inutili. I negozianti così “liberano la casa” dell’inquilino, facendogli risparmiare tempo e prendendosi in cambio la merce, che poi vendono all’interno dell’emporio.

Ed è proprio questo meccanismo che differenzia il mercato di via Bruno Buozzi dagli altri visitati finora, come quello di via Amendola, oggi trasferitosi in via Cifarelli, che utilizzava il metodo del conto vendita (si porta il prodotto e il ricavo viene diviso tra il vecchio possessore e il negoziante).

Siamo andati a dare un’occhiata (vedi foto galleria).

Varcato il grande cancello grigio al civico 54, ci ritroviamo davanti al capannone bianco dove si tiene il mercatino, il quale è circondato da mobili di qualsiasi tipo buttati alla rinfusa.

Ci spostiamo quindi all’interno: un enorme e alto spazio dove ogni angolo è così colmo di merce che diventa difficile persino camminare. Vasi in terracotta, cornici, macchine per scrivere, libri, bicchieri di vetro, valigie, televisori: qui c’è di tutto e posizionato senza un vero e proprio ordine.

Accanto a una vecchia macchina per cucire Singer nera e marrone troviamo il titolare: il 72enne Matteo De Girolamo.

«Faccio questo lavoro da sempre – racconta –. Ho iniziato a Putignano per poi spostarmi a Gioia del Colle sino ad arrivare, cinque anni fa, a Bari. Questa strada non è stata scelta per caso: via Bruno Buozzi è una zona di passaggio cruciale per coloro che vengono dai paesi vicini e devono entrare in centro. E devo ammettere che funziona molto bene, anche se naturalmente c’è chi si reca qui apposta: siamo diventati ormai un punto di riferimento in città».

Il signore ci presenta la sua segretaria: la 53enne Mimma Tanzella, con la quale visitiamo il luogo. Iniziamo così a girare nel marasma di roba e scorgiamo vari articoli tra cui pettini, occhiali da sole, calamite, tutti del valore di 50 centesimi.

Ad attorniarli vi è uno scaffale pieno zeppo di libri di ogni genere: religione, matematica, letteratura, favole. «Costano 1 euro, una fesseria – ci dice  –. È uno dei prodotti che la gente acquista di più. Li comprano per rifarsi la libreria».

Dal soffitto pendono poi sia delle sedie in paglia che delle vere e proprie luminarie bianche utilizzate durante le feste patronali. Il prezzo cambia a seconda che si vendano con o senza lampadine: nel primo caso verranno 100 euro, nel secondo 60.

«Per esempio quest’ultime le abbiamo prese da un’azienda di addobbi – spiega la donna –. Ci hanno chiamati per lo "svuotamento" e in cambio del nostro lavoro ce le hanno date».

«Ed è solo uno dei tanti casi – continua Matteo –. Spesso ci occupiamo di rimuovere beni di varia natura dagli appartamenti di persone che, dopo la morte dei propri cari, si vogliono disfare di alcuni mobili. Ma tra i nostri “fornitori” ci sono anche parecchi esercizi commerciali che chiudono e si liberano della merce».

Mentre ci muoviamo in questa vivace baraonda composta da colorati lumicini, sedie accatastate e datati bauli, incrociamo la 65enne Rossana, habituée del locale. «Frequento mercatini dell’usato da sempre – dichiara –. Sono negozi meravigliosi dove è possibile trovare di tutto, compresi gli oggetti di valore a un prezzo davvero ottimo. Oggi sono venuta ad acquistare due sedie e un divanetto per arredare la mia casa vacanze. E quanto li ho pagati? Quaranta euro, un affare».

La 36enne Valentina è invece entrata per comperare una vecchia macchina per scrivere color verde smeraldo. «Mi piace molto questo mondo – afferma –. Sono venuta per farmi un giro e ho deciso di prendere questo aggeggio perché è quello che mi ha colpito di più. D’altronde non capita tutti i giorni di spendere per un apparecchio del genere soli 20 euro».

Continuiamo la nostra esplorazione, cercando di scoprire qual è attualmente il manufatto che vale di più. Si tratta di una specchiera in stile neobarocco che costa 1000 euro. Accanto vi sono poi una statuetta raffigurante una geisha, icone sacre, un datato registratore di cassa e una radio vintage Grundig con un piccolo telecomandino con cui è possibile cambiare canale: il prezzo è di 500 euro.

E prima di andar via Mimma ci svela che l’emporio può vantare anche clienti “particolari”: si tratta delle troupe cinematografiche. «Capita spesso che vengano da noi per noleggiare ciò che farà da ambientazione ai film – spiega la donna –: i nostri oggetti vintage rendono infatti uniche le scenografie».

(Vedi galleria fotografica)
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