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Bari, sul lungomare ospiti inediti e portafortuna: i cormorani
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Bari, sul lungomare ospiti inediti e portafortuna: i cormorani

di  Lunedì 7 gennaio 2013 3 min Letto 10.039 volte
BARI - Le loro sagome nere che planano sull’acqua in cerca di pesce o che riposano su frangiflutti e piccoli scogli non passano certo inosservate agli occhi di chi, passeggiando sul lungomare di Bari, è abituato a scorgere tutt’al più i comuni gabbiani. Stiamo parlando dei cormorani, che da qualche settimana si sono stabilizzati nella zona che va dalla spiaggia di Pane e Pomodoro sino a San Giorgio e Torre a Mare: una lieta novità per una città che di certo non può annoverare una grandissima varietà di specie selvatiche.

Si tratta di qualche decina di volatili che proprio in quel tratto di mare sembrano aver trovato il loro habitat ideale tanto da fermarcisi, «probabilmente perché hanno incontrato delle tempeste sulla via che li porta nei luoghi dove di solito svernano», spiega Paolo Cappiello, responsabile accettazione della fauna selvatica in difficoltà dell’Osservatorio faunistico della Regione Puglia.

«Quest’anno ce ne sono più del solito e, in effetti, si stanno fermando per più tempo, mentre in passato rimanevano qui solo per 2-3 giorni - sottolinea Cappiello - Dovrebbe trattarsi di una colonia unica, ma non ne siamo sicuri: non sappiamo quanti sono con precisione, non avendoli ancora censiti».

Di grandi dimensioni (il loro peso medio si aggira tra i 2,6 e i 3,7 kg, mentre la loro lunghezza varia dai 70 ai 102 cm e la loro apertura alare dai 121 ai 160 cm) i cormorani si caratterizzano per il piumaggio scuro, il becco a uncino e un lungo collo a “S” elastico e sproporzionato rispetto al resto del corpo, che li fa sembrare un po’ goffi (vedi galleria fotografica di Nicola Velluso). In realtà si tratta di vere e proprie macchine da pesca dotate di un’ottima vista e in grado di immergersi anche per alcuni minuti sino a sei metri di profondità per catturare pesci anche di grandi dimensioni in acque sia dolci che salate.

L’unico problema per il cormorano è rappresentato dal piumaggio permeabile che lo costringe a passare molto tempo al sole ad asciugarsi le penne. Non è raro in questi giorni osservarli nella loro curiosa posa (immobili e con le ali spiegate) sugli scogli che affiorano nel tratto di mare nei pressi del Canalone o sui pontili di Torre Quetta.

«Lì evidentemente trovano cibo in abbondanza e sono poco disturbati dagli uomini, ma sono stati invogliati a restare qui da noi anche per le temperature non eccessivamente rigide che stiamo avendo in questo inverno», conclude il responsabile dell’Osservatorio faunistico regionale.

In alcune zone della Norvegia il cormorano è tradizionalmente considerato un uccello semi sacro, tanto che si ritiene sia un segno di buona sorte averne qualcuno vicino al proprio villaggio o al proprio insediamento. Bari è lontana sia dal punto di vista geografico che da quello culturale rispetto al paese nordico, ma è lecito sperare che la colonia di buffi volatili possa rappresentare un buon auspicio anche da queste parti per il nuovo anno appena cominciato.
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I commenti (1)
Franco
ottimo! Era ora che qualcuno si accorgesse di questi splendidi volatili. Tra poco , a metà novembre torneranno.Puntuali come sempre ad occupare i pontili del porto di Santo Spirito, a Nord di Bari, dove li ho fotografati tante volte. Sono animali schivi, forse non si fidano degli uomini ma sono affezionati dei nostri posti. Ripartono ad aprile come sempre per trascorrere in altri posti la loro estate. ciao franco