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C'θ chi lo chiama Granclasse e chi Buoncaffθ: θ Michele, il "cantastorie" di Barletta
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C'θ chi lo chiama Granclasse e chi Buoncaffθ: θ Michele, il "cantastorie" di Barletta

di  Mercoledì 5 febbraio 2020 3 min Letto 12.019 volte
BARLETTA - Non sarà imponente come la statua di Eraclio o rinomato come il Castello Svevo, ma non c’è barlettano che non lo conosca. Il suo nome è Michele (nella foto), ha 53 anni e può essere definito come un moderno “cantastorie”: solo che i suoi racconti sono quasi sempre inventati.

Se si passeggia per il centro cittadino è impossibile non beccarlo: non c’è bar o locale di Barletta che lui non frequenti. E se si prova ad avvicinarlo, lui non mancherà mai di partire “a manetta” con un’entusiasmante narrazione riguardante tutto lo scibile umano.

È conosciuto con soprannomi quali “re della notte”, per via del suo trascorso da abilissimo barman (almeno a suo dire) o “granclasse”, dovuto al suo stile impeccabile, ma anche “buoncaffè” perché è solito farsi offrire un espresso.

Di lui si sa che vive nella zona Settefrati di Barletta con una famiglia che non gli fa mancare nulla. Molti lo ricordano ai tempi della scuola come un comune ragazzino. «Poi - dice il 54enne Carlo - è diventato frenetico e incapace di sostenere una conversazione che abbia un inizio e una fine».

Noi lo incontriamo in piazza della Disfida, mentre è seduto al tavolino di un locale con un gruppo di ragazzi. Indossa un giubbotto blu, ha la barba incolta e pochi capelli sulla testa. Sfoggia però un sorriso disarmante.   

Lo salutiamo e gli chiediamo di raccontarci la sua storia. Ed ecco che lui in meno di un secondo parte con una serie di parole una dietro l’altra. «Sono Michele Migol - dice -. Mi alzo ogni mattina alle 6, faccio colazione con latte bollente, Nesquik e caffè e poi vado a lavorare. Mi occupo dello scarico e carico merci nella Marina Militare. Prendo il mio secondo nome (“Il superbo”) dalla mia famiglia. Rosetta di Canosa è una delle mie fidanzate, poi c’è Mary Mergren, un’americana e Mara, conosciuta a Marotta. Ho 53 anni, ma me ne danno 36 e ho il corpo di un ventenne».

Difficile capire quali di questi fatti siano più o meno veri o al contrario completamente frutto della sua fantasia, ma non importa, perché la sua simpatia è contagiosa. Di fatto i barlettani gli vogliono un mucchio di bene, nonostante la sua evidente bizzarria. Un po’ come avviene con Cerino a Bari.

«Michele è parte di noi: è ormai un membro fisso della comitiva – ci dice il 25enne Nicola, che è seduto accanto a lui -. Certo, è un po’ folle, ma tanto allegro e ci fa sempre piacere ascoltare i suoi mirabolanti racconti. Io poi gli sono molto affezionato e quando elenca i nomi dei suoi amici sono sempre al primo posto».

«Lo conosco da sempre – dichiara una signora che sta passeggiando nel centro storico -. E ogni volta che lo incontro, bevo con lui un caffè, spendendo cinque minuti per ascoltare una storia stravagante».

«Credo però che al di là della sua evidente stranezza sia davvero una persona molto colta – sottolinea il 25enne Alessio -. Io faccio il commerciante di attrezzatura di attività commerciali e mi stupisce di quanto si intenda degli aspetti del mio mestiere».

Chiediamo quindi a lui, a Michele, come fa a sapere così tante cose. «Perché ho quattro lauree: in Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Geografia astronomica», ci risponde. Semplice.
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