Notizie
Cura della terra, riciclo e lezioni all'aria aperta: a Palombaio c'θ "l'asilo nel bosco"
Storie

Cura della terra, riciclo e lezioni all'aria aperta: a Palombaio c'θ "l'asilo nel bosco"

di  Lunedì 23 aprile 2018 5 min Letto 15.070 volte
BITONTO - Arrampicate sugli alberi, piccoli lavori agricoli, iniziative di riciclo creativo e soprattutto tante mattine trascorse all’aria aperta. Sono alcune delle attività svolte quotidianamente da 15 bambini di età compresa tra i 2 e i 6 anni in un grazioso appezzamento di Palombaio, frazione di Bitonto: qui da un anno infatti è stato creato un "asilo nel bosco", alternativa alla tradizionale scuola materna che incoraggia i piccoli al contatto e al rispetto della natura.

L'idea, messa in pratica per la prima volta negli anni 50 in Danimarca, è sbarcata in Italia nel 2014 esordendo a Ostia. Da allora sono sorti circa quaranta luoghi del genere in tutta la Penisola, di cui due in Puglia: uno a Otranto e l'altro per l'appunto a Palombaio, sulla Murgia occidentale. Entrambi sono gestiti da un'associazione già dedita alla permacoltura: la "Naumanni", che si avvale dell'opera delle educatrici Palma e Federica.

«La nostra è una realtà associativa che punta alla realizzazione di una comunità educante offrendo servizi ai nostri associati - spiega il 38enne responsabile Angelo Marinelli -. Preferiamo quindi chiamare il progetto "laboratorio rurale" e non asilo: siamo uno spazio all'aperto dove i fanciulli trascorrono del tempo in un ambiente "stimolante". É prendendo confidenza con questo insolito contesto che decidono come e cosa vogliono imparare, senza dunque dover seguire per forza direttive ministeriali imposte dall'alto. Noi sorvegliamo solamente il loro progressivo adattamento».

Insomma si cerca di preservare il più possibile la libertà degli "alunni": l'unica regola ferrea è il divieto di produrre qualsiasi tipo di rifiuto. Per il resto gli orari sono simili a quelli di un normale istituto dell'infanzia, con apertura alle 8.30 e chiusura alle 14.30, mentre il contributo dei genitori è commisurato alle spese sostenute di volta in volta dagli organizzatori.

Siamo quindi andati a visitare l'area verde (vedi foto galleria).

Si trova al civico 134 di corso Vittorio Emanuele, dove all'ingresso campeggia un simpatico cartello in legno che recita: "In questo piccolo pezzo di mondo è naturale salire sugli alberi, vivere le emozioni, crederci e riuscirci. Curare la terra, sporcarsi, piantare alberi, andare nelle pozzanghere".

Un vialetto circondato da piante di diversa altezza porta nell'asilo, costituito dall'"aula" all'aperto e un casolare dove potersi riparare in caso di maltempo. In un angolo Angelo ha preso con sè due bambini: la sua "lezione" consiste nell'insegnare a mischiare humus e terreno, ottenendo un composto che verrà travasato in vasetti assieme a dei semini da piantare.

«L'humus è prodotto dai lombrichi in appositi recipienti - spiega Marinelli -. I piccoli dopo la merenda a base di frutta gettano le bucce in questi contenitori, fornendo quindi nutrimento per gli animaletti. Da una parte così si alimentano in modo sano, non con focacce e merendine preconfezionate, dall'altra capiscono l'importanza di non produrre immondizia: il terreno che stiamo mescolando regalerà dei pomodori che loro stessi assaggeranno».

Esploriamo un attimo il podere, il cui "arredamento" è formato da oggetti riciclati. C'è una casetta costruita con bancali in legno colorati e un tetto da cui pende uno pneumatico riutilizzato come altalena. Notiamo anche due travi lignee accatastate, usate a mo' di catapulta. Balza all'occhio poi un eleagnus, pianta arbustiva sempreverde, che con la sua forma avvolgente costituisce un piccolo rifugio talvolta utilizzato come libreria.

Mentre parliamo con Angelo avvistiamo la piccola Sara, che con un guizzo felino sale su un albero davanti allo sguardo sopreso dell'amichetta Chiara, mentre Michael e Giuseppe giocano assieme a Palma con grossi mucchi di paglia. «Sono molto svegli - prosegue il responsabile -. Una volta hanno suggerito di trasformare una matassa di tubi per l'irrigazione in una piscina: è stato un successo».

Ma quali sono le basi di questa singolare "scuola"? «Ci rifacciamo innanzitutto al "Montessori" - risponde il 38enne - cioè quel metodo di insegnamento che concede una larga autonomia allo studente e opta per un sapere più "pratico". Per esempio, quando uno degli iscritti è arrabbiato, ci disponiamo in cerchio e cerchiamo di calmarlo, incalanando la sua collera in qualcosa di creativo. Poi facciamo affidamento sull' “educazione accidentale” - incalza Angelo -: la lezione cioè non si svolge secondo uno schema preimpostato, ma si adatta a frasi dette o eventi che accadono durante l'apprendimento. Proprio qualche giorno fa un bambino mi ha chiesto insistentemente come mai le piante non parlassero. A quel punto ho bloccato tutte le attività e condotto i piccoli nel nostro orto di timo serpillo: ciascuno di loro in religioso silenzio si è inginocchiato per coglierne appieno il profumo, capendo così che la natura può "comunicare" anche attraverso l'olfatto».

Entriamo nel casolare, dove osserviamo un armadio realizzato con delle cassette della frutta che contiene zainetti, impermeabili e stivali da indossare in caso di pioggia. Su un muro sono appesi diversi disegni, realizzati dai fanciulli con degli acquerelli su fogli di carta riciclata.

Gradualmente Angelo viene accerchiato dalla sua "scolaresca", consapevole che l'ora della merenda si sta avvicinando. Perché si sa, il movimento e il contatto con la natura stimolano curiosità e sete di conoscenza, ma anche e soprattutto la fame.

(Vedi galleria fotografica di Gennaro Gargiulo)
 
Condividi Facebook WhatsApp Telegram Copiato!
Scritto da