BARI – Evitare di visitare monumenti famosi, non fissare una determinata statua, attraversare piazze secondo un preciso percorso. Sono solo alcune delle superstizioni che accompagnano la carriera universitaria degli studenti italiani: già, perchè per tantissimi di loro la conquista della laurea non dipende solo da anni di duro studio ma anche da una soprendente scaramanzia tutta da scoprire.
A Bari per esempio c'è un atto che non bisogna assolutamente compiere: contemplare la statua di Minerva dea romana della giustizia e della guerra, posta al centro dell'atrio della facoltà di Giurisprudenza (nella foto). La statua la si può mirare solo una volta laureati: compiuto il proprio percorso scolastico è possibile anche "sfidarla", magari posando con lei per una foto.
«Ma fin quando non si finisce è "vietatissimo" guardarla negli occhi prima di ogni esame e soprattutto prima della seduta di laurea - ci spiega Roberto, studente della facoltà -. Quando passo nelle vicinanze cammino sempre con la testa rivolta verso il basso: di solito non credo a leggende del genere, ma in questo caso preferisco non sfidare la sorte».
Gli fanno eco due sue colleghe. «"Osservarla porta sfortuna" - dice infatti la matricola Ilaria -. È la prima cosa che mi è stata riferita da alcuni ragazzi poco dopo essermi iscritta all'Università». «Nei momenti di pausa mi è spesso capitato di adocchiarla - afferma invece scherzando la sua amica Rita -. Spero di non aver compromesso la mia avventura accademica».
La credenza sembra tramandarsi di generazione in generazione. «Anche i miei genitori da giovani hanno studiato qui legge - racconta Ivana – e mi hanno subito avvertita del "pericolo". Tra l’altro mi hanno raccontato che un tempo queste aule ospitavano il vecchio Tribunale». Chissà forse sono proprio gli anni passati in mezzo a imputati e criminali ad aver donato alla statua questo alone di “oscurità”.
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Universitΰ e scaramanzie: «Ti vuoi laureare? Non fissare la statua di Minerva»
Ma la scaramanzia non è solo una prerogativa barese, anzi investe gli universitari di mezza Italia. Interrogando a riguardo diversi studenti su Facebook scopriamo che anche a Pavia a suscitare paura è la statua di Minerva, ubicata a pochi metri dall'ateneo locale. «Guardarla porta male - ammonisce Sofia, matricola della città lombarda -, così come attraversare i cortili dell'università in diagonale. Per lo stesso motivo ci asteniamo dal visitare la Certosa, il famoso complesso monumentale distante solo pochi chilometri da qui».
Diversi ragazzi insomma rinunciano al piacere di ammirare luoghi stupendi, pur di "salvaguardare" il loro titolo di studio. «Non bisogna assolutamente entrare nella Mole Antonelliana - riferisce Alice da Torino - e il giorno prima di un esame è sconsigliato scrutarne la punta del tetto». «Mi hanno raccomandato di non salire in cima al Duomo - svela Giada da Milano - dove svetta la celebre madonnina».
«Passare in mezzo alle due colonne che sorreggono i leoni di piazza San Marco è una disgrazia», rivela ancora Irene da Venezia. «Non si può salire sulla Torre degli Asinelli - commenta sicura Giulia da Bologna -, mentre piazza Maggiore non va assolutamente attraversata in diagonale». «Guai a fissare la statua di Savonarola e a esploreare il castello Estense», risponde poi Mara da Ferrara.
«Andare sulla torre di Pisa significa dire addio alla laurea - sottolinea Giuditta dalla città toscana -. Stesso discorso per chi si sofferma a contarne i piani». «È un azzardo accedere nella torre dei Mangia - chiarisce Serena da Siena - e passare attraverso due dei pilastri presenti in piazza del Campo». E a Napoli a far paura è addirittura un museo. «Quello della cappella San Severo è da evitare», ci informa Ivana.
E se per sbaglio qualcuno osasse violare questi inviti? Dalla Sardegna arriva una testimonianza incoraggiante. «Qui nessuno studente ha il coraggio di salire sulla Torre degli Elefanti - rassicura Luca da Cagliari - io però l'ho fatto e seppur toccando ferro sono riuscito ugualmente a diventare dottore».
