BARI - Un fascio littorio stilizzato e ben visibile sulla targa (apparentemente restaurata da poco) di via Somalia, piccola strada chiusa del quartiere Madonnella. Un chiaro riferimento al ventennio fascista, sicuramente non l’unico presente a Bari: basti pensare alla targa della poco distante via Libia, nella quale il simbolo della dittatura è solo un po’ meno visibile, ma anche a diversi tombini dell’acquedotto pugliese, di cui il capoluogo è disseminato.
Ci si chiede se non sia il caso di eliminare questo e altri richiami a quell’epoca, ma soprattutto se l’esibizione di determinati simboli possa essere punita per il reato di apologia del fascismo previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 , meglio nota come legge Scelba.
La questione è controversa anche tra professori ed esperti di diritto. Secondo la dottrina prevalente, però, casi del genere non rientrerebbero in tale fattispecie, perché carenti del comportamento “attivo” (ossia il tentativo di riorganizzazione del disciolto partito e le manifestazioni esteriori di carattere fascista). Oltretutto, nel caso di specie chi si dovrebbe punire, chi pose la targa all’epoca?
Dal canto suo, l’amministrazione comunale stranamente non sembra neanche essere a conoscenza della presenza dell’insegna “nostalgica”.
«Si tratta di targhe storiche, probabilmente restaurate (ma non sappiamo dirle da chi). In realtà, non è raro imbattersi in pezzi storici che rechino questi simboli, per esempio molti tombini a Firenze, Roma e in tante altre città. In ogni caso ci informiamo», questa la risposta che il sindaco, Michele Emiliano, ha dato qualche giorno fa sulla sua pagina Facebook al cittadino che aveva provveduto alla segnalazione.
Secondo Francesco Giacomantonio, già docente di sociologia dei fenomeni politici presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Bari, situazioni del genere possono anche non essere penalmente condannabili, ma andrebbero evitate per una semplice questione di buon senso.
«Nell’attuale condizione caratterizzata da una mancanza di riferimenti politici e dal senso di insicurezza generale che spesso ne può derivare qualcuno può cercare in quei simboli del passato, magari anche ingenuamente, un qualche appiglio o approdo. Al di là di tutto, nell'ottica della sociologia politica le forme di fascismo non vengono certo rubricate in contesti legati a una positiva cultura civica», questo il commento del sociologo.
Storie
Restaurato il fascio sulla targa di via Somalia. E' opportuno?
Annalisa Pannarale, coordinatrice regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, è ancora più decisa: «Sono assolutamente per la rimozione di quella targa. Non credo che la memoria del fascismo meriti di essere preservata, anzi quel periodo, che è solo un buco nero nella storia italiana, andrebbe letto criticamente per trovarne gli anticorpi ed evitare che si ripeta».
Di parere diametralmente opposto il responsabile cittadino di Forza Nuova, Pasquale Lorusso. «Non capisco dove sia lo scandalo - puntualizza - anche perché il fascismo, nel bene o nel male, è un evento storico che ci appartiene. Il simbolo del fascio littorio oltretutto è legato anche alla storia dell’Impero romano e non soltanto al Ventennio».
C’è comunque un legame a doppio filo tra il quartiere Madonnella e la dittatura fascista. Occorre ricordare che la sua nascita è sì fatta risalire all’ultimo decennio dell’Ottocento, ma il suo maggiore sviluppo si ebbe proprio durante il regime, con la costruzione del Lungomare Nazario Sauro e degli edifici che vi sorgono. Diverse vie della Madonnella continuano oggi a conservare nomi riconducibili a personaggi legati al fascismo (come il Lungomare Araldo di Crollalanza, podestà della città di Bari e ministro dei Lavori pubblici del governo Mussolini) e al colonialismo italiano dell’epoca, come via Ragusa, via Addis Abeba, via Gorizia, via Cattaro, via Corfù e, per l’appunto, via Somalia e via Libia.
Addirittura nel 1927 il Comune decise di includere il rione con San Pasquale e Carrassi in un nuovo quartiere chiamato “Benito Mussolini”, anche se tale denominazione durò solo pochi mesi.
vittorio
Il POPOLO confrontando il dare con lavere si θ accorto che θ piω quello che ha dato .
Gli unici che hanno beneficiato delle chiacchiere? Politici e le lobby che rappresentano.
AL Popolo? i danni e/ i ricatti sul costo del lavoro ( quali sono i ricatti?)
Non intervenendo su i ritardi del rinnovo del contratto di lavoro mentre il costo della vita aumenta
Con il consenso di chi governa ( sia di destra o di sinistra) i salari si svalutano sempre di piω.
I GOVERNI hanno favorito solo le grosse aziende arrecano danni alla piccola e media industria
classe Operaia inclusa.
Confrontando gli stipendi dei nostri OPERAI con quelli dei PAESI FONDATORI della comunitΰ EUROPEA
i nostri sono inferiori minimo del 30%
Chiunque di destra o di sinistra che abbia GOVERNATO sene assuma le responsabilitΰ
Le colpe? Sono di tutta la classe POLITICA .
Che ha seminato MISERIA per il POPOLO e ricchezza per la loro etnia di SCIACALLI
Giovani svegliatevi il vostro futuro lo stanno svendendo .
Spendere parole su ciς che succede fa solo il gioco di BERLUSCONI e dei suoi lecchini.
l'unica risposta che gli dovremmo dare? (DIMETTITI E FATTI PROCESSARE)
Questo in fin dei conti θ ciς che il popolo vuole.
I Commenti anche se giusti sono solamente sfoghi che permettono ai suoi lecchini di trovare nuovi spunti per confondere le idee a chi non vede piω in lΰ del suo naso.
Abituati come sono ad avere il cervello telecomandato hanno bisogno di FERRARA e compagni di merende
che li carichino di idiozie altrimenti (come i robot se gli togli la corrente si bloccano) mancandogli le menzogne quotidiane vanno in tilt.
VITTORIO
francesco
rimuovere,scritte,statue e altro è sempre stata una cavolata,pure nei paesi dell'est,al sociologo dico di fare il suo mestiere (spiegare e dare gli strumenti per capire) NON l'educatore,a quello,purtroppo,ci hanno gia' pensato altri,compresi i fascisti!