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Ferdinando, a 12 anni crea app e gestisce Wikipedia: «Ma spesso non vengo capito»
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Ferdinando, a 12 anni crea app e gestisce Wikipedia: «Ma spesso non vengo capito»

di  Mercoledì 12 aprile 2017 3 min Letto 43.965 volte
BARI – «Partecipo a tutte le assemblee di condominio perché mi piace essere aggiornato sulle leggi e le novità in campo economico». A parlare non è un affermato avvocato, ma un ragazzino di 12 anni appena compiuti: il suo nome è Ferdinando (nella foto) ed abita nel rione San Girolamo di Bari.

Lui è un “piccolo genio” che al posto di giocare a pallone o alla playstation come i suoi amici, studia non solo il Diritto ma anche le nuove tecnologie, tanto da creare applicazioni per smartphone e aggiornare e gestire continuamente le pagine di Wikipedia, di cui è editore attivo. Ha persino tenuto una conferenza sul funzionamento dell’enciclopedia online: il 23 marzo, davanti agli adulti della “Scuola open source”.

Abbiamo incontrato Ferdinando nella Duse di San Girolamo, la scuola media dove frequenta la prima classe (vedi video). Con la sua faccia simpatica e lo sguardo dolce che fa capolino dietro la montatura blu degli occhiali da vista, ci parla delle sue passioni in un italiano perfetto. «Io amo il web e la tecnologia e da grande voglio fare l’ingegnere informatico, non ho dubbi», afferma risoluto.

«Purtroppo ciò che non gli interessa proprio è lo sport - ammette il padre Andrea, evidenziando (da medico qual è) quanto il figlio avrebbe bisogno di fare un po’ di moto -. D’altronde sin da quando era bambino ha mostrato da subito una grande attitudine per le nuove tecnologie. Ha iniziato smanettando sul cellulare. Poi a 5 anni ha cominciato a tenere a noi adulti delle vere e proprie lezioni con tanto di slide che faceva scorrere su supporto informatico».

Crescendo Ferdinando è diventato addirittura “consulente” di una serie di associazioni, quali quella degli “Amici del Cuore” o la Simeu (Società Italiana di Medicina d'Emergenza e Urgenza) per la quale cura e gestisce il sito web.  E’ accaduto anche che il primario del padre abbia telefonato a casa per chiedere al figlio un aiutino o che lo zio avvocato si sia rivolto a lui per farsi creare un’apposita “app” utile per il suo lavoro.

Il problema è che così facendo il ragazzino si ritrova ad avere più contatti con gli adulti che con i suoi coetanei. Lo ammette lui stesso. «Io ci tengo ad avere amici anche della mia età – dice – ma non è semplice perché spesso non mi capiscono e abbiamo interessi diversi. Per esempio tento di far capire loro com’è bello e importante studiare e conoscere nuove cose, ma difficilmente mi ascoltano. Ecco perché preferisco stare con i grandi».

Ma lui a una “normale” scuola purtroppo deve andarci, anche perché in Italia non sono previsti istituti ad hoc per “bambini prodigio”. I suoi docenti sono così costretti a inventarsi di volta in volta qualcosa per fornigli  motivazioni.

«Ho compreso subito di avere a che fare con un ragazzino speciale, dalle capacità e maturità superiori alla norma – racconta Laura, la sua insegnante di Lettere - e devo ammettere che a volte ho il timore di poterlo annoiare perché lui si trova sicuramente a un livello superiore rispetto ai suoi compagni. Per questo cerco di gratificarlo magari chiedendogli una mano per barcamenarmi nella giungla delle infinite leggi scolastiche».

Insomma Ferdinando rischia di essere un pesce fuor d’acqua in una classe di alunni “normali”. «Tengo però a sottolineare che suoi compagni sono molto orgogliosi di lui – conclude Laura – . E anche Ferdinando, nonostante le indubbie difficoltà di relazione, fa di tutto per mantenere con i suoi coetanei un atteggiamento umile e generoso. E’ sempre pronto a mettersi a disposizione per aiutarli nei compiti. Forse anche troppo».  

Nel video (di Gianni de Bartolo) il nostro incontro con Ferdinando:


 
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I commenti (1)
Signorello Giada
Bravissimo Ferdy!💘