BARI – Le loro gesta hanno dato vita a numerose leggende, ispirando libri e film. Sono i Templari, l’ordine religioso, cavalleresco e guerriero nato nel 1118 e soppresso da Papa Clemente V tra il 1312 e il 1314. Delle loro tracce lasciate in Puglia vi abbiamo già parlato, come anche dei falsi miti che attorno al loro nome sono stati creati. Degli antichi Templari insomma vi abbiamo detto tutto, degli antichi però, perché dal 2000 sono nati ufficialmente i “Templari Cattolici d’Italia” (nella foto): un’associazione che si rifà ai principi e alla tradizione dei “cavalieri di Cristo”.
Sono in tutto 1300 e 40 sono operativi anche in Puglia, organizzati sotto il “priorato di San Nicola” che ha sede a Trani. «Siamo un ordine non riconosciuto dalla Chiesa composto da laici cattolici - ci dice Domenico Porcelli, referente del priorato pugliese -. Ci riteniamo gli eredi spirituali degli antichi Templari e per questo ci permettiamo di indossare il mantello e la tunica bianca con la rossa “croce patente”».
Ma quali “gesta” compiono questi nuovi templari? Quelli originali sono noti per aver difeso i pellegrini che volevano recarsi a Gerusalemme e li ricordiamo pronti a proteggere i luoghi più sacri della tradizione cristiana. Quale ruolo hanno invece gli odierni cavalieri?
«Lottiamo continuamente contro l’esoterismo e la magia che dilagano soprattutto tra i giovani – ci risponde Porcelli -. E cerchiamo di contrastare i satanisti, facendo in modo che le chiese abbandonate non vengano usate dagli operatori del male per i loro scopi, come spesso purtroppo avviene».
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Insomma i templari hanno un serio nemico che combattono strutturandosi con un’organizzazione gerarchica. «E’ la stessa dell’antico ordine monastico cavalleresco che fu ricostituito, ma non riconosciuto, nel 1705 - spiega il referente -. Il nuovo membro entra da “novizio”, senza però subire alcun rito di iniziazione. Se poi dopo un anno è ancora convinto della propria scelta allora presta giuramento e diviene “armiger”. Gli altri passaggi portano poi al ruolo di “miles gratiae” (dopo un secondo giuramento prestato in chiesa e rivolto a Gesù) e infine all’ultimo gradino della scala che è rappresentato dalla carica di “eques justitiae”».
L’associazione ammette sia uomini che donne maggiorenni che non abbiano mai riportato condanne penali. Naturalmente si deve trattare di cattolici battezzati e cresimati, perché seppur non riconosciuti ufficialmente dal Vaticano i nuovi templari partecipano attivamente ai momenti di condivisione ecclesiastici, come il Congresso Eucaristico o il Family Day. Del resto qualche giorno fa il cardinale Crescenzio Sepe dell’arcidiocesi di Napoli ha parlato di loro come l’unico vero movimento di ispirazione templare.
Non resta che porgere un’ultima domanda al referente. Si diceva che i Templari fossero i custodi del Santo Graal, la “coppa” di Gesù: bene, questo mitico oggetto è arrivato fin nelle mani dei nuovi cavalieri? «No – risponde risoluto Domenico - perché il Santo Graal è solo la ricerca di sè stessi, tutto ciò che si può fare per superarsi, migliorarsi e divenire uno strumento nelle mani di Dio».
