BARI - La chiamiamo “Monna Lisa” o “la Gioconda”, ma l’identità della donna più famosa della storia dell’arte è ancora un autentico mistero su cui da secoli si accapigliano critici e studiosi. Da Lisa Gherardini allo stesso Leonardo da Vinci in abiti da donna, le teorie si sprecano.
L’autrice e storica tedesca Maike Vogt-Lüerssen ne ha poi una tutta sua: la Gioconda sarebbe in realtà Isabella d’Aragona, madre di Bona Sforza e duchessa di Bari dal 1501 al 1524. Insomma Monna Lisa sarebbe “mezza” barese. E non solo: sempre secondo la studiosa, Leonardo Da Vinci avrebbe sposato in segreto Isabella, vivendo con lei buona parte della sua vita proprio nel capoluogo pugliese. La Vogt-Lüerssen ha scritto due libri sull'argomento: l’abbiamo contattata per saperne di più.
Perché lei è convinta che la Gioconda sia in realtà Isabella d’Aragona?
Basta osservare con attenzione il quadro. Sulla parte superiore dell’abito di Monna Lisa si nota una catena di anelli interconnessi e sotto di questa un intricato disegno: entrambi sono simboli della dinastia degli Sforza. La donna del ritratto apparteneva quindi a questa potente famiglia di cui Leonardo da Vinci era pittore di corte. Il quadro fu dipinto nel castello di Pavia e sullo sfondo si vedono le Alpi, visibili in molti dipinti pavesi di quei secoli.
Ma in quel periodo c’era più di una duchessa Sforza…
Abbiamo solo cinque duchesse Sforza, di cui quattro bionde e una sola bruna: Isabella d’Aragona. Non può essere che lei “Monna Lisa”. Grazie al colore e al tipo di vestito possiamo persino datare la tela: fu dipinta nella primavera del 1489. La Gioconda indossa infatti un abito verde scuro senza alcun gioiello, quello concesso alle duchesse Sforza negli ultimi tre mesi dell’anno di lutto: Isabella aveva infatti perso sua madre Ippolita.
Storie
«La Gioconda? Era la duchessa di Bari e visse con Leonardo nel capoluogo pugliese»
Se Leonardo dipinse la tela per gli Sforza, perché poi la portò con sé in Francia?
La risposta è semplice: Isabella e Leonardo si sposarono segretamente (visto che il grande artista non era nobile) nel 1497, per poi avere anche cinque figli. E non è forse usanza per i mariti che si allontanano per affari portare con sé foto (all’epoca ritratti) dei loro cari?
Isabella nel frattempo però divenne duchessa di Bari e andò a vivere nel capoluogo pugliese. E il marito?
Anche Leonardo raggiunse Bari: la città pugliese fu la casa della coppia dalla fine del 1504. Il grande artista si divise tra la moglie e il figlio che viveva a Vaprio d'Adda, nel Milanese. Lasciò poi Bari e l’Italia nel 1517.
Come mai in tutti questi secoli nessuno studioso è mai arrivato alle sue stesse conclusioni?
Perché si è sempre snobbato il simbolismo, che invece è da sempre un potente mezzo di comunicazione, nato prima della scrittura. E poi comunque per gli scettici sarebbe facile comprovare le mie teorie.
In che modo?
Oggi grazie ai computer è possibile ricostruire il volto e il fisico di una persona scomparsa attraverso il suo scheletro. Di Isabella abbiamo il cranio. Basterebbe utilizzare l’informatica per veder apparire su uno schermo il volto della donna. E non ci sarebbero sorprese: sarebbe lo stesso della Gioconda.
Gigi De Santis
Complimenti alla giornalista Laura Villani per l'articolo, nonchι della corretta grafia in lingua barese <Iì sò de BBare>. Finalmente Barinedita incomincia a seguire la corretta grafia barese. Grazie anche al gentile Direttore che ci delizia di pubblicazioni inerenti alla città e alla cultura barese, e non solo.
Maria Lollino
Non mi meraviglierei anzi sarò felice se Monna Lisa è veramente di stirpe Barese; ci tengo saperlo grazie ❤
BARINEDITA
Grazie a lei signor De Santis. Per la grafia in lingua barese ci stiamo provando...ma sappia che "sfrutteremo" le sue conoscenze per articoli futuri. Saluti
Roberto
Buonasera, mi sono imbattuto solo oggi in questo articolo. Devo segnalare una imprecisione non da poco: in realtà questa teoria risulta già esplorata dalla barese Titti Pignatelli Palladino.