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Ottobre: invasione delle zanzare. Da dove ''escono'', come difendersi
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Ottobre: invasione delle zanzare. Da dove ''escono'', come difendersi

di  Lunedì 29 ottobre 2012 2 min Letto 5.310 volte
BARI - Novembre è ormai alle porte e il primo freddo della stagione autunnale inizia a farsi sentire, ma Bari e il suo hinterland continuano a essere tormentati da un fastidioso residuo dell’estate: le zanzare. Un problema probabilmente più sentito ora, in ottobre, che non in agosto. Per comprendere la natura di questo "attacco" e conoscere le eventuali strategie di difesa, abbiamo parlato con Riccardo Paolo Lia, professore presso il dipartimento di parassitologia della facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari.

Quanto è grande il fenomeno?

L’intero territorio, urbano e sub-urbano di Bari è letteralmente invaso dalle zanzare.

Ma la presenza di questo insetto non è prettamente legata all'estate?

Sì, ma il mese di ottobre è stato "insolito" con temperature che si sono aggirate intorno ai 19 gradi con picchi anche di 23 gradi: una condizione micro-climatica perfetta per consentire lo sviluppo del ciclo biologico delle zanzare. L’umidità relativa, condizionata anche dalle piccole disponibilità di acqua come cisterne, fontane ornamentali, vasche o fossati, è stata tale da consentire il ciclo biologico. Negli ultimissimi giorni le temperature si sono abbassate notevolmente, ma solo fuori dalle mura domestiche, mentre in casa, o in ogni altro edificio, c’è ancora una situazione climatica favorevole allo sviluppo delle zanzare.

Di che tipo di zanzare parliamo?

Di almeno due specie. La prima, Culex pipiens, è quella più comune il cui ciclo si svolge interamente in acqua. La seconda specie, anch’essa presente ancora in questi giorni, è la zanzara tigre Aedes albopictus che si sviluppa all’asciutto ma sempre molto vicino alle fonti d’acqua.

Il problema potrebbe essere legato in qualche modo a una disinfestazione mancata o non corretta?

No. Prendiamo per esempio Bari. Il servizio di disinfestazione dell'Amiu è ben attrezzato e gli interventi svolti nell'arco dell'anno sono puntuali, mirati e utilizzano sostanze ad attività adulticida e larvicida. Purtroppo, però, l'intervento dell'Amiu copre solo il suolo pubblico, quindi resta non trattato tutto il suolo privato, compresi i balconi che rappresentano la fonte primaria di sviluppo delle zanzare tigre.

Come possiamo proteggerci?

I repellenti, sostanze chimiche ad attività insetticida come i piretroidi sintetici, generalmente svolgono attività adulticida e non larvicida. Quindi non prevengono il fenomeno, ma agiscono quando le zanzare si sono già formate. In più non tutte le molecole presentano una buona attività "abbattente" e buon effetto residuale. Quello che ogni cittadino puo' fare è dotarsi di zanzariere a maglia stretta, ma soprattutto evitare che si formino ristagni di acqua nei sottovasi delle piante, sui balconi.  Questo sistema vincente si chiama "lotta integrata e partecipata".
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