Notizie
 "Portalga":  tra gozzi e case di pescatori, un'insenatura di Polignano ancora immacolata
Reportage

"Portalga": tra gozzi e case di pescatori, un'insenatura di Polignano ancora immacolata

di  Martedì 28 giugno 2016 3 min Letto 25.523 volte
POLIGNANO A MARE – E’ una delle più belle e caratteristiche località di mare della Puglia, anche se d’estate si è ormai trasformata in un luogo difficilmente “accessibile”. Parliamo di Polignano a Mare, paese meta di turisti che durante i mesi più caldi dell’anno invadono la costa, il centro storico e i ristoranti, diventati nel frattempo sempre più cari.

Eppure Polignano è prima di tutto un porto, patria di pescatori che per secoli hanno abitato sul mare in piccole case umili ma funzionali. E Polignano è soprattutto mare, vento e natura. Una visione che però oggi è un po’ più difficile da poter cogliere.

Esiste però un’eccezione, un'insenatura non ancora toccata dal turismo, un angolo tranquillo e pittoresco dove è possibile ancora incontrare case e barche di pescatori adagiate sulla costa alta e immacolata. Si tratta di Portalga, detta anche Cala Sala. (Vedi foto galleria)

Per raggiungerla bisogna dirigersi verso la periferia sud di Polignano. Nei pressi dello stadio parte via Federico Fellini, una viuzza che taglia i campi delimitata da muretti a secco e piante di oleandro. Dopo 500 metri un cartello che recita  “spiaggia libera: Cala Sala – Portalga”,  ci avvisa che siamo arrivati a destinazione. Sulla destra troviamo alcune casette a un piano, sulla sinistra  uno spiazzo dove è possibile parcheggiare l’auto.

E’ da qui che si entra a Portalga, attraverso  un caratteristico arco in tufo. Da questo punto è possibile godere di un bel panorama. Siamo sull’alta costa di Polignano e da su, circondati dai fichi d’india, ammiriamo un’insenatura con un meraviglioso mare azzurro su cui ondeggia qualche barchetta. Non ci resta che scendere, attraverso alcuni scalini ricavati nella roccia.

Prima di raggiungere la riva notiamo sulla sinistra una piccola dimora in pietra affacciata sul mare, il cui unico elemento esteriore è una porta in ferro, accanto a cui sono appesi alcuni ritagli di stoffa. Sulla destra invece si dirama un’ulteriore scala che porta a un’abitazione totalmente dipinta di bianco, sul cui terrazzino si trovano un tavolino in legno logorato dalle intemperie e dalla salsedine e un cestino in vimini sui cui volteggia lo scheletro di una tenda spinta dal vento. La casa appare abbandonata. 

«Questi piccoli edifici sono di proprietà dei pescatori che ormeggiano qui le loro barche, ma vengono usati solo come magazzini, non ci abita nessuno», ci spiega un giovane polignanese intento a prendere il sole.

Torniamo sulla scalinata principale e una volta arrivati fin giù ci troviamo finalmente davanti alla caletta di pietre e ciottoli incastonata tra le due pareti di rocce e su cui sono ormeggiati alcuni “gozzi”, le barche a remi tipiche dei pescatori, qui dipinte di verde e rosso: i colori di Polignano.

Da giù notiamo un’altra casetta che non era visibile dalla scalinata: a differenza delle precedenti mostra segni di vita più evidenti con vestiti e lenzuola stesi sul balcone. Mente in mare si trovano alcuni bagnanti che nuotano in un silenzio irreale.

«A Portalga c’è poca confusione e di certo nessun turista, è l’ideale per portarci i miei bambini», afferma una mamma che da anni frequenta questo posto. Seduti all’ombra ci sono invece due ragazzi pronti per indossare la muta e andare sott’acqua. «È un posto perfetto per fare immersioni e per andare in esplorazione», ci dicono.

E mentre i bambini giocano provando a salire sulle barche adagiate sul mare, ci tornano in mente i versi del poeta polignanese Guido il Flâneur.  “Mirabile costellazione marina / domini il cielo della mia esistenza / qui anche le parole odorano di vento e di mare / E il silenzio / come rugiada cade dal cielo / vigilando i nostri cuori”.

(Vedi galleria fotografica)
Condividi Facebook WhatsApp Telegram Copiato!
Scritto da
I commenti (1)
Sara
Bellissima, sono inamoratissima di questa cittadina meravigliosa.