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Bari, non θ sposata in chiesa: prete le nega la comunione. «Allontanata davanti a tutti»
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Bari, non θ sposata in chiesa: prete le nega la comunione. «Allontanata davanti a tutti»

di  Mercoledì 11 maggio 2016 3 min Letto 41.630 volte
BARI – Rifiutarsi, di fronte all’intera comunità ecclesiale, di somministrare il sacramento della comunione a una donna “rea” di non aver consacrato il suo matrimonio in chiesa. È quanto accaduto il 1° maggio nella Chiesa Matrice Santa Maria, del quartiere Ceglie del Campo di Bari.

Protagonisti: il 70enne padre Sabino e la 35enne barese Angela Polieri, coniugata sì, ma “purtroppo” per lei solo con rito civile. Angela quella domenica accompagnava suo figlio all’altare per fargli ricevere il sacramento della Comunione per la prima volta. Ma quando si è apprestata a prendere a sua volta l’Eucarestia, ha ricevuto l’amara sorpresa: il prete a voce alta e in presenza di tutti i presenti in festa per l’occasione, le ha intimato di allontanarsi perché impossibilitata ad accedere alla somministrazione dell’ostia sacra.

«Sono diventata paonazza e non sapevo più dove nascondermi – ci racconta Angela -. Mi sono sentita gli occhi di tutti i fedeli addosso e con la coda tra le gambe sono tornata a sedermi tra i banchi, pregando mio marito di non alzarsi per evitare un’ulteriore figuraccia».

Don Sabino dal canto suo difende a spada tratta la sua decisione. «Io ho solo svolto regolarmente il mio dovere – ci dice - perché la Chiesa non riconosce il matrimonio civile e chi vive con un’altra persona al di fuori della consacrazione divina è un adultero e funge da cattivo esempio per la comunità ecclesiale. Del resto nella sua esortazione apostolica post-sinodale  sull'amore nella famiglia (“Amoris laetitia”), il Santo Padre Francesco definisce questo tipo di famiglie come “ferite”: vanno curate e solo in seguito riaccolte e reintegrate, dopo un corretto cammino spirituale».

In realtà secondo Angela i motivi che avrebbero spinto don Sabino a un gesto così plateale non sarebbero propriamente religiosi. «Io l’anno scorso avevo deciso di sposarmi anche in Chiesa – afferma la donna – ma venuta a sapere dell’obbligo di un’”offerta” della prestabilita cifra di 250 euro necessaria per poter celebrare la cerimonia, mi sono rifiutata e ho cambiato idea». Ora il suo sospetto è che sia stata proprio questa scelta a determinare il successivo atteggiamento del parroco. Anche perché, secondo quanto sostiene Angela, padre Sabino in altre occasioni non si è mai rifiutato di comunicare altri separati, divorziati o conviventi.

Ma il prete nega. «Sono ben altre e più gravi le motivazioni per le quali quella donna non ha più potuto accedere al rito sacro dello sposalizio in chiesa – sottolinea - . La verità è che non ha mai partecipato a un incontro prematrimoniale e ha disertato persino quelli prestabiliti per la comunione di suo figlio. Perché avrei dovuto darle l’ostia sacra? Se poi mi avesse avvisato della sua volontà di ricevere la comunione avrei potuto spiegarle le mie valide ragioni, purtroppo ho dovuto allontanarla in chiesa costringendomi a mortificarla».

E il buon Dio ne sarà sicuramente contento.
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I commenti (8)
lorenza franco
Avrebbe dovuto essere lei a rifiutarsi di praticare il cannibalismo.
Giacomo Zuccolo Arrigoni
Il matrimonio civile è riconosciuto dalla Chiesa. Ci sono molti che, separati o per altri motivi, si risposano in comune. Il negare un sacramento a uno è assurdo, soprattutto, visto che era la prima comunione del figlio. Secondo voi è un comportamento che porta all'accettazione?
Luigi Gino Bonometti
I matrimoni tra cristiani,nei primi secoli, si sposavano secondo il rito civile (romano) ed erano poi accolti nella Comunità. Così dice la Storia. Quel prete studi un pochino di più.
Giuseppe Ficco
caro don Sabino si deve ricordare quando Gesù perdono l'adultera, se Gesù ha perdonato l'adultera perchè lei arbitrariamente e contro sicuramentela volontà Divina ha negato alla signora l'ostia consacrata? E' sicuro lei d'aver fatto la volonta di Dio? Ho i miei dubbi. Grazie e arrivederci
Aldo Aldo
Il prete ha fatto bene! Basta con ste cavolo di pretese dei non coniugati! Bambini che non sanno assumersi le responsabilità del matrimonio, ora vogliono pure dettar legge in chiesa! Che tempi ....
Ami
Adoro essere buddista. Una religione che non rompe le scatole a nessuno!
Em
La Chiesa cattolica ha le sue regole che a volte possono essere diverse da quelle della cristianità. Ha fatto bene questo sacerdote, la Chiesa non deve conformarsi ai tempi e non deve riempirsi di immoralità.
Antonio Fiorillo
Evviva l'ATEISMO. La religione inquina la mente... il sacerdozio poi è l'estremismo cattolico... digli di smettere!