BARI - Ignoranza, razzismo, violenza. Sono le tre etichette che spesso vengono affibiate ai movimenti di estrema destra, marchiature che non risparmiano nemmeno Forza nuova, la principale realtà "nera" di Bari. Vito Cantacessi, coordinatore regionale del partito, prova a smontare queste accuse, tracciando un disegno della "controcultura" di destra.
I "riti" dell'estrema destra? Saluti con strette d'avambraccio, capelli rasati e tanta musica, soprattutto rock. «Hobbit, Testvdo, Insedia», sono i primi nomi che snocciola Cantacessi, celebrando poi l'artista più famoso, Massimo Morsello, detto anche "il De Gregori nero", eversore degli anni di piombo e fondatore di Forza Nuova.
Sui camerata pesa poi il rimprovero principale, quello di essere xenofobi. «Ci tengo a chiarirlo, noi non siamo razzisti - spiega l'attivista - ma vorremmo privilegiare il popolo italiano. La ricchezza dell'Italia dovrebbe andare prima agli italiani, il resto, se avanza, anche agli stranieri regolari, mentre quelli irregolari dovrebbero essere umanamente rimpatriati. Prima a noi, poi a loro, questa è la nostra filosofia».
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Forza Nuova a Bari, tra controcultura ''nera'' e rapporti con la sinistra
E infine c'è il rapporto con le associazioni di sinistra baresi, tutt'altro che amichevole, in passato causa di arresti e beghe giudiziarie. Eppure le due fazioni avrebbero molti obiettivi da condividere: riduzione delle tasse, lotta all'imperialismo americano e salario minimo, sono solo alcuni dei propositi comuni ad entrambe le parti.
«Invitammo le organizzazioni di sinistra a sfilare assieme a noi, ma loro rifiutarono», svela a sorpresa il militante, riferendosi alla contestata manifestazione di Forza nuova dello scorso 29 settembre. «L'anno scorso poi ci impegnammo anche a difesa dell'acqua pubblica, ma dall'altra parte ci respinsero, arrogandosi il diritto di condurre da soli la campagna per il referendum di giugno».
«La sinistra la ignoriamo, così come trascuriamo le altre associazioni di destra - conclude Cantacessi - non ci identifichiamo con alcun schieramento e andiamo avanti per la nostra strada».
