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''Corso Cΰvur'': quando a Bari le parole francesi diventano inglesi e viceversa
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''Corso Cΰvur'': quando a Bari le parole francesi diventano inglesi e viceversa

di  Mercoledì 13 gennaio 2016 2 min Letto 18.342 volte
BARI - "Pigghie l’atobbùss da corso Càvur". A Bari le parole straniere hanno veramente vita difficile. Praticamente tutte quelle “anglofone” vengono “francesizzate”, ponendo l’accento sull’ultima vocale. E’ il caso di internet che diventa “internètt”, pullman che si trasforma in “pullmàn”, ma ancora le squadre di Milan e Inter che diventano “Milàn e Intèr”, il ticket che cambia in “tickètt”, gratis che viene pronunciato come “gratìs”.

Si potrebbe quindi dire che il dialetto barese tende a rendere più dolci e musicali le tristi parole straniere, magari perché influenzato dalla passata dominazione francese per suoni, accenti e cadenze. Ma c’è un però. Un grande però. Per una ragione non ben precisata, quando finalmente il barese si trova a dover pronunciare parole francesi, ecco che avviene una strana cosa: l’accento viene anticipato e la parola diventa in un sol colpo “inglese”.

E’ il caso del povero Cavoùr che diventa “Càvur” (vedi fotomontaggio nell'immagine), di Ravanàs che cambia in Ràvanas, dei collànt che vengono pronunciati come “còllant”, del biberòn che si trasforma in “bìberon” e dell’ipermercato Auchàn che diventa “Àuscian”.

Insomma nel momento in cui il barese può finalmente declamare una pronuncia da far invidia ad un autentico parigino, storpia la parola. Probabilmente è la paura di  “francesizzare” troppo che porta il cittadino di Bari a cadere lì dove per natura linguistica non dovrebbe invece avere alcun problema: il "rischio" è quello di apparire “cozzali”.
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I commenti (1)
Giuseppe JL
Luciano De Crescenzo, nel suo libro fotografico "La Napoli di Bellavista" (circa 1979), riporta lo stesso problema di pronuncia della parola Cavour a Napoli! Agli esperti di linguistica e di dialetti il responso!