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L'associazione Giraffa: «Piω cultura, maggiore violenza sulle donne»
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L'associazione Giraffa: «Piω cultura, maggiore violenza sulle donne»

di  Giovedì 11 ottobre 2012 3 min Letto 8.823 volte
BARI - "Una donna non si tocca neanche con un fiore". E' solo una bella frase. La verità, per l'universo femminile, è più triste e meno profumata di una rosa. Violenze e molestie che, in un millennio in cui la tecnologia è in forte diffusione, nascono da diverse direzioni, ma che puntano tutte verso un unico obiettivo: le donne. Maria Pia Vigilante è il presidente dell'associazione Onlus "Giraffa" di Bari, che si batte contro la violenza sulle donne.

Quando una donna si rivolge ad un centro antiviolenza?

Le donne si rivolgono ai centri solo nel momento in cui raggiungono la consapevolezza di esser vittime: molto spesso accade che siano portate a minimizzare e sottovalutare gli abusi che subiscono.

Quanti tipi di violenza esistono?

Le molestie si declinano in tante forme: possono essere economiche, psicologiche, sessuali (le più percepibili).

Cosa blocca le donne nel chiedere aiuto?

Il senso di vergogna. La brutalità che le donne subiscono le porta a un sentimento di scarsa o priva autostima di sè stesse. Molto spesso partono dal presupposto che quel genere di violenza se la siano meritata: "non ho cucinato bene, non sono stata brava, gli ho risposto male". Sono tutti pretesti psicologici che inducono le donne a lavorare sul proprio sentimento di autostima e quindi a negarselo.

Come fate ad aiutarle?

Bisogna accompagnarle in un percorso in salita che deve veder giorno dopo giorno crescere l'autostima. Noi accompagniamo le donne nella fase dell'elaborazione del trauma che fino a quel momento hanno subito, affinchè sentano il loro ruolo di vittime e abbiabo la forza di intraprendere la strada dell'autodeterminazione.

In un periodo in cui l'uso dei social network si è diffuso a vista d'occhio, aumentano i casi di stalking perpetrati attraverso la rete?

Certo. Il meccanismo è semplice: avendo di fronte una persona che non conosci, sei portato a parlare anche di cose tue private con più facilità. Questo crea una certa confidenza che con il tempo si trasforma in voglia di conoscersi di persona. Ma se l'incontro va male, spesso gli uomini non accettano il "no", dando inizio ad azioni di persecuzione, che parte ad esempio da facebook fino ad invadere la vita reale della donna.

Stando al numero di donne che si rivolgono alla vostra associazione, possiamo definire Bari una città violenta?

Bari è una città come tutte le altre, dove il grado culturale è aumentato. E proprio perchè è come le altre, soffe degli stessi problemi, tra cui la violenza. A differenza di qualche anno fa però, oggi abbiamo più denunce di molestie perchè le donne non hanno piu paura nel denunciare quello che prima restava chiuso tra le quattro mura di casa. E gli abusi appartengono a tutti gli strati sociali: a volte più è alta la cultura e maggiore è la violenza. Questo perchè il potere che l'uomo vuole esercitare nei confronti della donna è molto più sentito, generando una ferocia molto più alta.

Nel caso in cui le vittime hanno dei figli minorenni, le associazioni come possono intervenire?

Il lavoro in quel caso diventa più delicato. Bisogna avere cura del minore: un bambino che assiste a litigi dei genitori subisce una "violenza assistita": è portato a soffrire, a chiudersi in sè stesso e a conoscere come unico codice di vita quello degli abusi.

Si è sentito parlare di uomini vittime della violenza delle donne....

A questo non ci credo. Almeno io, che dal 2002 sono presidente di un'associazione che lotta attivamente contro le molestie, non ho mai affrontato casi di mogli che si svegliano la mattina e prendono a schiaffi i mariti.

Il sito di "Giraffa": www.giraffaonlus.it
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