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''Insieme ovunque'': a Bari padroni che portano i cani al museo, ai concerti e a cinema
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''Insieme ovunque'': a Bari padroni che portano i cani al museo, ai concerti e a cinema

di  Mercoledì 4 novembre 2015 4 min Letto 6.601 volte
BARI – Il cane per antonomasia è il miglior amico dell’uomo, ma è un amico che spesso si lascia a casa quando c’è da uscire per andare a cinema o a ristorante. Insomma, nonostante ci siano ormai molte leggi che consentono agli animali l’ingresso nei locali pubblici, i padroni spesso evitano di portare i propri cani con loro.

«Il cane viene visto come un essere con il quale non è possibile condividere la propria vita, si ha paura che fuori dalla mura domestiche l’animale non possa essere gestito e viene visto come un fastidio da evitare. Ma i padroni non sanno che i cani soffrono questo distacco, si sentono frustrati e abbandonati». A parlare sono Giusella Massari e Alessandra Giannoccaro, due veterinarie baresi a cui questo rapporto padrone-cane così limitato non va proprio giù, tanto che hanno deciso di dimostrare ai proprietari di animali che il cane si può portare “Insieme Ovunque”.

E’ questo il nome del loro progetto (a pagamento) partito nei primi giorni di maggio e  patrocinato dall’Ordine dei medici veterinari Bari, che ha lo scopo di far capire ai proprietari di cani, che se ben educati, i loro amici a quattro zampe possono accompagnarli in qualsiasi posto, persino in un museo o a un concerto di musica classica.

«Abbiamo messo insieme quindici persone con i loro rispettivi animali – spiega Giusella – e abbiamo posto i cani di fronte ai propri padroni. Li abbiamo messi in relazione, facendo capire ai proprietari che quelli che avevano davanti erano esseri “pensanti”, che capiscono tutto, con i quali si può e si deve avere un rapporto. Non serve dominare l’animale, ma al contrario è necessario conoscerlo e intraprendere con lui un percorso insieme. In questo modo padrone e cane hanno cominciato a rafforzare il proprio legame».

«L’altro punto su cui abbiamo battuto è stata la responsabilizzazione dei padroni – continua Alessandra -: abbiamo spiegato loro che il cane ha dei bisogni che vanno appagati. Per esempio è necessario fargli fare lunghe passeggiate, farlo correre, fargli scaricare tutte le sue energie. Solo così il cane sarà pronto per seguirci».
 
Una volta studiata la teoria, si è poi passati alla pratica. Sono state organizzare due “uscite”. La prima a luglio: una gita al museo degli scavi di Egnazia (nella foto). «Era un sabato – ricorda Giusella- c’era molta gente, anche turisti stranieri, ma i cani sono stati impeccabili e non c’è stato alcun problema, sono stati sereni per tutto il tempo. La cosa bella è che i visitatori erano incuriositi da noi: evidentemente non avevano mai visto un cane entrare in un museo».
 
La seconda “avventura” è stata quella di assistere a un concerto di musica classica tenutosi presso il Fortino di Bari, il 9 ottobre scorso. «Ci siamo messi d’accordo con il coro “Ottavio de Lillo” e l’orchestra giovanile “La bottega dell’armonia”– ci racconta Alessandra -. Prima del concerto vero e proprio abbiamo fatto delle prove, portando i cani ad ascoltare le prove dell’orchestra, per vedere le loro reazioni e farli abituare al suono. Durante il concerto sono stati esemplari, soprattutto quando a un certo punto si è smesso di suonare e il coro ha cominciato a miagolare: è stata una provocazione, ma gli animali non hanno mosso un muscolo, hanno solo rizzato le orecchie per sentire meglio».

A breve i cani del gruppo verranno portati anche a cinema e in pizzeria. Ma la domanda è: quando si portano animali in questi luoghi pieni di suoni, rumori e confusione, non si rischia che si possano agitare, spaventare, magari per cominciare ad abbaiare infastidendo gli spettatori? «Se il cane è stato ben educato non si corre alcun pericolo - risponde sicura Giusella -. Un cane abituato fin da piccolo alla folla non abbaierà mai: per questo già da quando è un cucciolo bisogna portarlo “insieme ovunque”. E anche se si annoia a morte, il cane starà buono: a lui basta essere vicino al suo padrone per essere felice».
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I commenti (1)
Antonio Campese
Umanizzare i cani è una bestialità. I cani devono avere il rispetto per la loro natura, punto e basta