BARI - Sono ovunque: su muri, marciapiedi, colonne e persino sulle fontane pubbliche, le cap d firr. Bari da alcuni mesi è invasa da “cuori rossi”, realizzati con vernice spray e con l’ausilio di stencil, maschere normografiche che permettono di riprodurre le stesse forme in serie. (Vedi foto galleria)
Noi ne abbiamo contati una cinquantina, realizzati tra via Caduti di Via Fani, corso Cavour, via Capruzzi, via Unità d’Italia, viale della Repubblica, corso Benedetto Croce e in altre strade minori. Particolarmente battuti risultano i giardinetti della Chiesa Russa, il ponte pedonale che collega il centro murattiano con via Giuseppe Capruzzi, il tratto di viale della Repubblica compreso tra via Pasquale Fiore e via Gioacchino Toma.
Ma chi ha realizzato questi cuori e perché? Purtroppo non siamo riusciti a capirlo. Abbiamo contattato i ragazzi di Guerrilla Knitting, il collettivo che di notte decora con prodotti cuciti a maglia gli arredi urbani delle città, ma la loro risposta è stata: «Il fenomeno ci incuriosisce molto ma non ne sappiamo nulla». Stessa risposta ci hanno dato alcuni writers baresi, come Donjump e Marioics86: neanche loro hanno saputo darci informazioni a riguardo.
Ma i cittadini che pensano di questa “forma d’arte”? Può considerarsi street art o è semplice vandalismo? «Sono dei pazzi – afferma il signor Natale, proprietario di un’edicola su viale della Repubblica -. A queste persone evidentemente non funziona la testa: perché sporcare i muri della città con questi cuori rossi?».
Storie
Muri, colonne, fontane: Bari invasa da cuori rossi. E' mistero sull'autore
All’esterno di un bar sempre su viale della Repubblica contiamo addirittura sei disegni. «Non sappiamo chi sia l’autore – ci dice invece l’anziana proprietaria dell’esercizio commerciale –. Ce li siamo ritrovati la mattina: quindi sono stati fatti di notte, supponiamo da ragazzi del quartiere».
Alcuni cuori sono stati disegnati molto tempo fa. «Quelli realizzati su questo palazzo di corso Benedetto Croce sono qui da quasi otto mesi», ci dice il fruttivendolo Tonino. Mentre Anna, commessa in un negozio di scarpe su Corso Cavour, sottolinea come il graffito che si trova nei pressi del suo posto di lavoro è «sicuramente recente, io non mi ero nemmeno accorta che ci fosse».
E su un muro di un palazzo al numero 93 di via Unità d’Italia troviamo un cuore con una freccia che rimanda alla scritta “diffidare dalle imitazioni!”. L’autore è “Spre”, che rivendica quindi la “proprietà” del suo disegno. Siamo quindi di fronte a una “sindrome da emulazione”?
(Vedi galleria fotografica)