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Il mondo delle lavanderie a gettoni, popolato da immigrati e fuorisede
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Il mondo delle lavanderie a gettoni, popolato da immigrati e fuorisede

di  Giovedì 15 gennaio 2015 4 min Letto 6.830 volte
BARI – Le abbiamo viste per anni nei film e nelle pubblicità americane e ora le “laundry room”,  le mitiche lavanderie a gettoni, sono arrivate anche da noi. Figlie della globalizzazione e del multiculturalismo, questi sono i posti dove chi non ha la lavatrice a casa porta i propri panni sporchi per lavarli in maniera autonoma, azionando semplicemente la macchina dopo aver messo dentro qualche euro. I suoi clienti? Immigrati soprattutto, ma anche studenti fuori sede.  

A Bari sono presenti parecchie lavanderie, tutte aperte dalle 9 alle 20. Dentro troviamo lavatrici disposte in fila, distributori di detersivi, ammorbidenti, ma anche un distributore automatico di caffè, dei comodi divani, wi-fi libero e in alcuni casi libri da leggere nell’attesa. Rita lavora in un esercizio in via Toma e ci dice: «La clientela qui è composta da immigrati, militari, studenti fuorisede ed erasmus. Anche se a volte abbiamo avuto visite inaspettate, come quella dell’ex calciatore del Bari Diaw Doudou e del cantante Cesare Cremonini che passò a lasciare la sua roba dopo un concerto».

E sembra che questi siano posti diventino a un certo punto anche luoghi di aggregazione. «Lavaggio e asciugatura portano via un’ora in tutto e quindi capita di scambiare che nel frattempo persone sconosciute tra di loro scambino due parole – afferma Rita -. Mi è capitato anche di assistere a gente che ha stretto amicizia e si è scambiata i numeri di cellulare».­
 
«E’ un punto d’incontro, certo – conferma Alberto, che lavora in una lavanderia di via Crisanzio -. Il bello di questi posti è il contatto umano: a volte sono io a presentare tra di loro i clienti». Qui non è raro che nell’attesa ci sia chi compri da mangiare e da bere, offrendo agli altri clienti un caffè o un’aranciata e capita anche, come dice Alberto «di assistere a concerti improvvisati: c’è chi porta una chitarra, chi le percussioni e nell’attesa si suona tutti insieme». (Vedi foto galleria)

Mentre parliamo con il proprietario vediamo entrare Janko, 30enne senegalese. Entra e sorride affabile, poi chiede se è possibile lavare la sua roba e soprattutto smacchiare il colletto della sua camicia a mano, senza dover pagare un sovrapprezzo. Gli viene risposto di sì e lui canticchiando allegramente comincia a mettere la sua roba in lavatrice, avendo cura di tirare fuori a parte la camicia e sottoporla all’attenzione di Alberto, che inizia a sfregare con forza sul colletto. Lui intanto si siede e si connette ad internet dal suo cellulare tramite wi-fi. Dieci minuti dopo entra il bengalese Nasim, anche lui sulla trentina, noto per la sua peculiarità di non far toccare a nessuno la sua roba da lavare. «Io sono l’unica che può aiutarlo con il lavaggio o a piegare le coperte, si fida solo di me, non ho mai capito il perchè», puntualizza Fofi (di origini greche), che lavora nella lavanderia.

E’ il turno di Sadat, 23 anni del Bangladesh. La cosa che ci colpisce è che non ha con sé roba da lavare. Si siede e comincia a scambiare chiacchiere coi proprietari e quando gli chiediamo il motivo della sua visita sorride ci dice: «Non vengo qui solo per lavare le mie cose. Chiedo consigli a loro, mi hanno aiutato in faccende come fare i documenti o trovare dei lavoretti. Lo trovo un posto accogliente, qui incontro anche ragazzi del mio Paese, diciamo che ci facciamo forza a vicenda».

E anche le lavanderie a gettoni hanno i loro aneddoti curiosi. «Una signora pretendeva che la risarcissi perché riteneva che il lavaggio le avesse rovinato il suo cappotto – ricorda Giulia, che lavora in via Dante -. Le sfuggiva che questo è un self-service e noi non abbiamo alcun tipo di responsabilità». E ancora Rita: «Una volta degli inglesi hanno cominciato a spogliarsi pensando di dover lavare i loro vestiti sul momento. Ho dovuto spiegare loro che non potevano e dovevano portare con loro la roba da lavare».

Forse si ricordavano della pubblicità della Levi’s:


 
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I commenti (1)
elena
"A Bari sono presenti parecchie lavanderie, tutte aperte dalle 9 alle 20. Le più centrali si trovano in via Toma, in via Crisanzio e in via Dante" forse non Le hanno detto che ce n'è anche un'altra di lavanderia self-service in centro, la LavaExpress in Via Piccinni 161, più centrale di questa... Ci venga a trovare, così magari potrà parlare anche di noi che siamo in esercizio già da luglio 2006.